Ho qualche difficoltà a pubblicare il post di oggi, visto quanto accaduto due giorni fa a due passi da casa mia, dove fortunatamente, a parte una gran paura, non si sono riscontrati danni alle persone ed alle cose. Scrivo con un certo disagio ed un gran peso nel cuore, per le povere vittime e la morte assurda cui sono andate incontro, augurandomi che lo stato di emergenza cessi il più rapidamente possibile, e che alle famiglie sia restituita la serenità cui hanno diritto. Tuttavia, mi auguro anche, che questo stato pigro ed apparentemente così lontano dalla realtà dei comuni cittadini, si decida ad intervenire in modo fermo e risoluto, sostenendo e supportando, non solo con vuoti discorsi commemorativi, ma soprattutto con i fatti, e gli interventi economici, la regione e le zone colpite dal sisma.
La scorsa settimana, come qualcuno ricorderà, mi sono dedicata con particolare assiduità alla cucina, e mi sentivo particolarmente ispirata dalla cucina etnica, prima del sushi veg avevo provato diverse ricette. Eccovene alcune:
La prima in ordine di tempo si ispira al Medio Oriente. La foto di apertura del post vi mostra un pinzimonio di verdure crude con hummus di ceci. L’hummus, che può essere preparato con qualsiasi legume cotto, è una pasta piuttosto densa ottenuta dai ceci frullati cui vengono aggiunti spezie e tahin, una salsa molto ricca a base di semi di sesamo, che potrete trovare nei negozi di alimentazione naturale od etnica. Ho provato a farla da me, ma pure essendo stati i risultati in termine di sapore piuttosto soddisfacenti, altrettanto non posso dire per la consistenza, che non era ugualmente cremosa, inoltre i semini si sentivano. Credo che il tahin si possa fare in casa solo disponendo di elettrodomestici più sofisticati rispetto al normale robot da cucina che possiedo io, quindi se qualcuno di voi ci è riuscito mi faccia sapere. Mi piace sperimentare l’autoproduzione in cucina.
Ecco la ricetta dell’hummus, un piatto diffusissimo in tutto il Medio Oriente, di cui esistono moltissime versioni. Qui la nostra.
- Circa 400 grammi di ceci lessati, di cui avrete tenuto da parte un po’ del liquido di cottura
- 4 spicchi d’aglio
- un bel pizzico di sale
- 2 cucchiai di tahin
- il succo di mezzo limone
- cumino e coriandolo ridotti in polvere
- peperoncino in polvere (opzionale)
Come primo piatto ci doveva invece essere un cous cous di farro con ragù di verdure speziate, sostituito all’ultimo momento dal riso basmati integrale perchè per errore avevo calcolato male il rapporto tra acqua e cereale, esagerando. Il cous cous l’ho poi riciclato nelle polpette per il pranzo del giorno dopo.
Il ragù di verdure l’ho preparato tagliando a pezzetti piccolissimi le verdure che avevo in casa (una carota, una zucchina, un peperone giallo ed uno rosso, un cipollotto e tre spicchi d’aglio) li ho fatti saltare in una padella antiaderente con un paio di cucchiai di olio extravergine d’oliva ed irrorati con abbondante paprika dolce, curry dolce, e cumino, sale e pepe ed aggiungendo qualche cucchiaio di pomodoro a pezzetti. Il riso l’ho cotto in modo semplice. Una tazza di riso e due tazze d’acqua fredda leggermente salata portati a bollore e cotti con la pentola ben chiusa fino ad assorbimento completo dell’acqua.
Ma le mie sperimentazioni sul tema non sono finite qui. Non ci siamo fatti mancare neppure la cucina cinese.
Avevo in casa due confezioni di spaghetti di soia. Ho preparato un sugo veloce per condirli, utilizzando le verdure avanzate dalla preparazione del ragù del giorno precedente. Ho scaldato in una padella antiaderente tre cucchiai di olio di semi di sesamo e vi ho fatto saltare solo per pochissimi minuti in modo che conservassero la loro naturale croccantezza le verdure. Anche in questo caso si trattava di carota, zucchina, peperone rosso e giallo, un panetto di tofu a cubetti, una manciata di funghi shiitake precedentemente ammollati e tagliuzzati aggiungendo come spezie lo zenzero, del pepe nero macinato al momento, e qualche goccia di shoyu per insaporire. A fine cottura ho fatto saltare insieme gli spaghetti tagliati con la forbice (erano lunghissimi) e le verdure, cospargendo il tutto con un’abbondante manciata di semi di sesamo.
Non è un piatto etnico, anzi, è un sapore tutto mediterraneo, ma lo inserisco ugualmente, perchè Cì ieri me l’ha ricordato, questo piatto di agretti, o barba di frate, che giaceva tra le bozze da una decina di giorni, e, dal momento che ormai la stagione è agli sgoccioli, potrebbe essere d’ispirazione a qualcuno.
Ho fatto dorare in padella tre spicchi d’aglio ben tritati in qualche cucchiaio di olio extravergine d’oliva ed un peperoncino anch’esso finemente tritato. Ho unito gli agretti ben puliti e mondati e fatti cuocere non troppo a lungo (non mi piacciono le verdure troppo morbide) solo verso la fine della cottura ho unito dei pomodorini ciliegia tagliati a spicchi e regolato di sale e di pepe.
Saporitissimi e molto appetitosi, considerato che la stagione di certi ortaggi è davvero molto breve, ne abbiamo approfittato per gustarli per un’ultima volta.














