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So già che per un bel po’ di tempo vi stordirò con le mie ricette lievitate, ma perdonatemi, mi sono tuffata in questa nuova ed entusiasmante avventura, quella della panificazione naturale, sto scoprendo cose bellissime ed ho in coda una lunga serie di esperimenti in tema.
Il fatto è, che all’incirca un mese fa, stanca di affidarmi sempre al lievito di birra, mi sono risoluta a creare la mia pasta madre, o pasta acida, o lievito naturale, come preferite. Volevo farcela, ci tenevo tantissimo, e così, ripreso in mano un libro che già possedevo, Facciamo il pane edizioni aam Terranuova, ho deciso di seguire il procedimento indicato dall’autrice, Annalisa De Luca. Ho coltivato con amore il mio impasto per settimane, rinfrescandolo religiosamente senza eccezioni e dimenticanze, fiera ed orgogliosa di vederlo crescere giorno dopo giorno, impaziente di sbirciare la mattina la sua per me miracolosa e misteriosa crescita, la crescita di qualcosa di vivo, e sono stata premiata con il suo sviluppo esponenziale degli ultimi giorni, di fronte al quale non sono più stata in grado di contenere il mio entusiasmo e la mia impazienza e mi sono decisa finalmente a sfornare il mio primo semplicissimo filone.
Devo pubblicamente ringraziare Cì, che mi ha voluto dare un grosso aiuto introducendomi (io che sono così pigra nel fare ricerche) al fantastico gruppo su facebook che ruota intorno alla pasta madre ed a tutte le sue prodigiose creature, gruppo dove ho trovato un bel po’ di materiale, anche declinato in versione vegana (non avrei potuto desiderare di meglio), ma anche consigli e suggerimenti estremamente utili.
Si, lo so, i puristi diranno che il mio pane non si può vedere: l’alveolatura non è come si deve, il sapore è tutto da migliorare, ed il pane è semplice che più semplice non si può, ma infondo era il mio “primo vero pane”, alla madre ci tenevo tantissimo, ed avevo un po’ di timore a sperimentare e sprecare, quindi cercate di capire e perdonare il mio infantile entusiasmo, ed il mio smisurato e trionfante orgoglio, ma infondo la felicità e la gioia stanno davvero nelle piccole cose no?







