Nel post sulle festività d’autunno della scorsa settimana, non ho deliberatamente incluso il giorno di San Martino, che secondo me,tra di esse, occupa un posto tutto speciale.
La leggenda di San Martino ha origine in Francia, nella città di Amiens, e la ricorrenza viene festeggiata l’11 novembre.
La sera dell’11 novembre, San Martino viene ricordato secondo la tradizione steineriana, con una processione di lanterne, fatte dai bambini, al cui interno viene acceso un lumino. Il lumino allude alla luce interiore che portò San Martino in una fredda e buia giornata autunnale a condividere il suo mantello con un pover’uomo infreddolito, luce interiore che riscalda i cuori di tutti, luce che tutti noi possediamo, e che dobbiamo a volte rinfocolare.
Per rafforzare questo sentimento di condivisione, che va coltivato e nutrito quotidianamente attraverso piccoli ma significativi gesti, ma che possiamo celebrare un po’ di più in questo giorno speciale, si possono invitare i bambini a condividere il pasto serale, aiutandosi con le mani per suddividere la propria porzione di pane od altro cibo adatto ad essere mangiato e spezzato con le mani, e porgerlo al commensale a fianco; trasformando la cena in un’occasione in più per ricordare ed approfondire il tema della condivisione.
I festeggiamenti per San Martino non comprendono solo l’accensione delle lanterne, ma anche numerose filastrocche e canti. La fiaba “La pioggia di stelle” dei fratelli Grimm si presta particolarmente a questa occasione.
Nel corso degli ultimi anni abbiamo prodotto diverse lanterne. Queste, nella foto, sono alcune di esse, tutte create dai bambini. Inutile citare le fonti, perchè sono numerosissime le opportunità, tutte personalizzabili. Per quelle dei bambini abbiamo usato alcuni vasi in vetro ricoperti di carta velina, oppure del cartoncino pesante, io invece ho voluto per la prima volta cimentarmi in quella che è la lanterna che da sempre amo di più, la lanterna a stella, con modestissimi risultati purtroppo. Perdonate la qualità delle foto, ma tra i numerosi buoni propositi autunnali vi è anche quello di riuscire a tenere in mano una macchina fotografica, e forse ce la farò.
Sono riuscita a trovare il tutorial sul bellissimo sito de La pappa dolce. Sito che testimonia l’esperienza di una scuola familiare, condotta da una maestra eccezionale e vulcanica, e da un gruppo di genitori, alcuni dei quali ho avuto occasione di conoscere personalmente, e che vi consiglio di visitare, se come me amate il mondo dei bambini e della pedagogia Steineriana e Montessoriana.
Attenzione però, può creare dipendenza, rischierete di perdervi tra gli innumerevoli tutorial, e le infinite risorse da scaricare.
Naturalmente non possono mancare delle ricette. A noi piacciono i biscotti a forma di sole, luna e stelle, mentre nella zona del veneziano si usa il dolce di San Martino, un dolce a basa di pasta frolla che riproduce la sagoma del cavaliere a cavallo, e che poi viene glassato e decorato a piacere. Noi, ieri sera, ci siamo divertiti a fare il nostro, usando come traccia questo. Per la pasta frolla potrete usare la vostra ricetta preferita, ma noi, come sempre cerchiamo di “veganizzare” la versione tradizionale, perciò ecco le nostre dosi ed i nostri ingredienti:
200 gr di farina di farro (ma potrete sostituirla con qualsiasi farina a vostro piacere, ricordando che quelle integrali richiedono più latte)
4 cucchiai di olio d’oliva
50 grammi di zucchero
mezza bustina di cremortartaro
mezzo cucchiaino di vaniglia in polvere
un pizzico di sale
latte vegetale quanto basta
Il risultato è una pasta davvero velocissima da preparare, leggera, digeribile, e non particolarmente dolce, soprattutto se è vostra intenzione poi glassarla. Noi comunque la utilizziamo spesso come base per biscotti e crostate.
Buon San Martino a tutti!
