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“Ogni libro è letto, ma ogni letto non è anche un libro“
Di Bruno Munari, ho già scritto succintamente qui, ripromettendomi però allora di tornare a parlare della sua emblematica e geniale figura in un secondo momento. Ecco quindi il secondo (ma non ultimo) post, dedicato a questa straordinaria personalità.
Bruno Munari è stato uno degli artisti e designer più eclettici dello scorso secolo, protagonista assoluto nel mondo delle arti visive, ma anche della scrittura, ci ha lasciato un’eredità sterminata, frutto dello studio e delle esperienze di una vita lunga e feconda, meritatamente premiata da prestigiosi riconoscimenti internazionali.
Figura poliedrica e complessa, determinante il suo contributo nel sottolineare l’importanza della fantasia, del gioco e dell’arte nell’infanzia, ma dei suoi laboratori “giocare con l’arte” e del Metodo Bruno Munari ho già scritto, oggi voglio parlare dei suoi libri destinati ai bambini.
Una delle invenzioni più geniali a mio avviso di Bruno Munari sono stati i suoi libri sensoriali, o meglio plurisensoriali, libri che fanno la loro comparsa intorno agli anni 50, e nella lettura dei quali non è chiamata ad intervenire solo la vista, ma vengono coinvolti anche il tatto ed ogni altro senso. Libri che, grazie alle molteplici forme in cui sono proposti, permettono ai bambini di allenare le percezioni corporee; un’autentica palestra sensoriale.
Anche nella produzione letteraria di Bruno Munari emergono il suo intento sperimentale ed il suo spirito innovativo, la volontà cioè di provare forme, materiali e tecniche sempre nuove e diverse.
Famosissimi e geniali i suoi bizzarri “libri illeggibili“, pieni di buchi, tagli e funicelle che percorrono le pagine, libri dove non c’è più spazio per le parole, ma solo per l’immaginazione, strumenti che permettono ai piccoli “lettori” di vedere ciò che la fantasia loro suggerisce attraverso i colori, gli intagli ed i fori.
Nei “libri tattili“, a leggere sono le mani e le sensazioni suggerite dal tatto; libri straordinari, che superano le barriere rappresentate dalle diversità linguistiche e dalle disabilità, permettendo ai bambini di non atrofizzare i sensi, di ascoltare non solo con le orecchie, e di continuare a vedere non solo con gli occhi.
A partire dal 1980 pubblica i prelibri, libri per i piccolissimi, per bambini che ancora non sanno leggere, in cui le pagine sono costruite ricorrendo ai materiali più disparati, la stoffa, il cartoncino, il legno e le piume, per sollecitare tutti i sensi.
Una delle cose più belle è che questi straordinari strumenti possono essere completamente riprodotti in casa, con un po’ di fantasia, ricorrendo agli oggetti che tutti possediamo. Quindi, senza dover acquistare nulla, ed a costo zero, possiamo fornire ai nostri bambini i migliori di tutti i giochi, ricchi di stimolazioni tattili e visive.
Numerosissime le collaborazioni con Gianni Rodari, Bruno Munari ha infatti curato le illustrazioni per molti dei suoi libri.
Mi preme anche citare Beba Restelli, ex allieva di Bruno Munari ed attualmente educatrice e formatrice sul metodo ad egli ispirato: da più di trent’anni instancabilmente si fa promotrice di innumerevoli iniziative; ideando ed allestendo laboratori creativi per bambini, promuovendo progetti didattici ed educativi, organizzando mostre, formando insegnanti, ma impegnandosi anche come scrittrice.
Suo un altro utilissimo libro: “giocare con tatto” di cui sono entrata in possesso grazie alla preziosa segnalazione di Debora.
Concludo come sempre, con qualche segnalazione bibliografica. Tra la feconda produzione di libri per bambini di Bruno Munari ve ne voglio segnalare alcuni che a noi piacciono particolarmente:
- Disegnare un albero
- Cappuccetto bianco
- Cappuccetto verde
- Cappuccetto giallo
- Mai contenti
- L’alfabetiere

