So che qualcuno di voi che partecipa al Venerdì del libro l’ha già recensito la scorsa settimana, ma avevo già un’idea di parlare più diffusamente di questo libro che più volte in passato è comparso nei miei post, e ringrazio Monica per avermelo ricordato ed avermi spinta di conseguenza a dargli il rilievo che merita, inoltre quest’anno si celebrano i 110 anni dalla sua prima pubblicazione, perciò mi sembrava la migliore delle occasioni per parlarne.
In realtà, la recensione del libro è stata una spinta in più per approfondire la vita e la biografia della sua autrice, Beatrix Potter, una donna senz’altro anticonvenzionale rispetto al clima culturale dominante all’epoca in cui visse.
Beatrix Potter fu una grandissima scrittrice ed illustratrice inglese divenuta famosa grazie ai Racconti di Peter Rabbit, che furono tradotti e venduti in tutto il mondo in milioni di copie. La Potter nacque in una famiglia borghese piuttosto benestante, ma data l’epoca vittoriana in cui crebbe, le sue rigide e giudicanti convenzioni, e la famiglia che ne era la perfetta incarnazione, non ebbe l’opportunità, nonostante i mezzi della famiglia, per andare a scuola. All’epoca le donne dovevano occuparsi della casa ed era piuttosto frequente e del tutto naturale ed accettato, che anche quelle appartenenti alle classi sociali più elevate non frequentassero la scuola. All’età di quindici anni iniziò a tenere un diario secondo un codice segreto il cui significato si riuscì a svelare solo a distanza di quindici anni dalla sua morte. Iniziò quindi un’intensa attività di studio e ricerca personale sulla flora e la fauna che aveva la fortuna di osservare nella campagna del Lake Disctrict. Qui si trasferiva durante la stagione estiva, vivendo circondata da cuccioli ed animali, ma anche di un magnifico scenario paesaggistico e naturale, dei quali si innamorò fin dalla più tenera infanzia e che tanto amava disegnare e ritrarre. Il suo sconfinato amore per la natura, le permise di diventare una vera e propria esperta micologa ed un’attenta naturalista, dando un importante contributo alla classificazione scientifica dei funghi purtroppo non ufficialmente riconosciuto se non molto tempo dopo. La natura e gli animali divennero gli oggetti privilegiati della sua vena artistica nonostante il suo essere donna le avesse precluso l’accesso ad importanti opportunitàdi studio, ricerca, pubblicazione e riconoscimento dei suoi lavori.
Grazie alla pubblicazione a sue spese di The tale of Peter Rabbit nel 1902, raggiunge la notorietà ed un’insperata, per l’epoca, autosufficienza economica cui seguirono numerosi altri personaggi e storie del sottobosco. Nei racconti contenuti in questo importante (anche come dimensioni) volume, il protagonista assoluto è Peter Rabbit che spesso viene tradotto in italiano con Ludovico, coniglietto curioso, avventuroso ed un po’ disobbediente, nel quale i nostri bambini si possono facilmente identificare simpatizzando con lui. Gli animali non sono antropomorfizzati ma conservano le loro realistiche fattezze, così come le piante e la vegetazione, con una precisione e somiglianza riproducibili solo grazie ad un’attenta e minuziosa osservazione diretta. Tuttavia gli animali protagonisti dei suoi racconti girano perfettamente abbigliati, ciascuno con una precisa personalità e carattere, con tanto di nome e cognome.
Le immagini ad acquerello, pure e poetiche, i loro colori delicati, ed i racconti avventurosi narrati tuttavia con gentilezza e lessico semplice ed immediato s’intrecciano in perfetta armonia, abbinandosi alla perfezione, e si concludono sempre con un messaggio che racchiude un importante insegnamento morale, e la figura della mamma che nonostante tutto è sempre pronta ad accogliere il suo coniglietto birichino. Immagini e racconti che vanno dritti al cuore di grandi e piccini, e che si ispirano tutte, senza eccezione, agli animali osservati direttamente nel loro ambiente naturale.
Vi voglio lasciare con il link al sito ufficiale in inglese che troverete qui, ricco di giochi interattivi, video e risorse utili per imparare l’inglese anche con i più piccolini.


