Dalle mie parti la festa di San Martino è particolarmente avvertita. In questa occasione, la figura del Santo Patrono viene ricordata e rievocata con numerose iniziative che si distribuiscono in un arco temporale di diversi giorni in una località a due passi da casa nostra che, per l’occasione, si veste a festa, con tanto di mercatino, laboratori per bambini, stand gastronomici, luna park, mostre e musica che non mancheremo di visitare sfruttando l’occasione per esplorare una deliziosa e piccola libreria dove ogni tanto ci rechiamo.
Personalmente questa ricorrenza mi piace molto, la considero la prima grande festività in vista del periodo natalizio; un modo ulteriore per coltivare i valori dell’empatia, della generosità e della condivisione, ed al tempo stesso uno strumento utile per trasmettere e lasciar memoria ai bambini delle tradizioni che rischiano di essere perdute, in modo particolare quelle legate al mondo rurale ed alla vita contadina cui la festa di San Martino è legata, facendole convivere con quelle importate come dicevamo nel post della scorsa settimana in occasione della festa di Halloween.
Della festa di San Martino ho già parlato lo scorso anno, linko il post per chi se lo fosse perso. Il Santo viene commemorato il giorno della sua tumulazione che ricorre l’11 novembre, anche se egli perì qualche giorno prima.
Ogni zona del paese ha le sue tradizioni, spesso a base di falò e vin brulé. Di alcune delle consuetudini che si usano dalle mie parti ho parlato lo scorso anno, pare però che un po’ ovunque, San Martino si ricordi, al di là della sua connotazione religiosa, perché in corrispondenza di questo giorno si concludeva il lavoro dei contadini nei campi e si era soliti aprire le botti per il primo assaggio di vino novello solitamente gustato con le castagne arrostite, cosa che si continua a fare ancor oggi.
Sembra inoltre che, non appena Martino fece dono della metà del suo mantello, subito spuntò il sole che illuminò ed intiepidì le giornate successive. Da ciò deriva l’uso di definire questo periodo dell’anno come “l’estate di San Martino“.
La festa è molto sentita anche nei paesi del nord Europa dove, la sera del 10 novembre verso l’imbrunire, i bambini sono soliti inscenare la tradizionale e suggestiva processione delle lanterne detta Laternenumzug in occasione della quale i bambini, girando per le strade con una lanterna colorata appesa ad un bastone, recitano canti e filastrocche:
“lanterne, lanterne, sole, luna e stelle,
date luce a noi, date luce a noi,
questa luce nel Mondo vogliamo portar“.
Processione che spesso si conclude mettendo in scena il famoso ed emblematico episodio per cui il Santo viene ricordato.
La lanterna verrà poi accesa ogni sera rappresentando il tepore della bella stagione che riscalda il freddo inverno. Sembra inoltre (ma se ne sapete di più sono interessata ad approfondire), che la tradizione di cucinare biscotti a forma di stelle e la relativa filastrocca derivino dalla famosa fiaba dei fratelli Grimm: ”Pioggia di stelle” che potrete leggere qui.
Tra le cose che amo di questa festa vi è l’elemento della luce: le candele, le lanterne ed i lumini che durante la stagione fredda dissemino in ogni angolo della casa (mi piace a volte scrivere a lume di candela!), ed ogni anno, fin da quando i miei bambini erano piccolissimi, oltre che ricordare la storia del Santo con la lettura serale che sembrano apprezzare ancora molto, mi piace aggiungere qualcosa alla nostra piccola collezione fatta da noi.
Quest’anno siamo in piena modalità orientale. Avevo scovato il tutorial per realizzare questa lanterna lo scorso anno, ricordo di averlo trovato sul bellissimo sito de La pappa dolce, ma non avevo il tempo di spulciare tra le centinaia di proposte del sito, perciò sono andata ad occhio ed il risultato mi garba ugualmente. Del resto il procedimento è talmente semplice che ne potrete fare a decine in poco tempo, ricorrendo a qualsiasi materiale abbiate in casa purché munito di un certo spessore o della capacità di reggersi in piedi. Vi servirà in sostanza, del materiale che non si dovrà afflosciare una volta appoggiato sulla superficie piana su cui desiderate collocare la vostra lanterna, perciò andranno bene del feltro od un cartoncino rigido. Io mi sono accontentata del pannolenci che avevo già in casa perché le nostre, che stiamo producendo in quantità, dovranno essere appese senza lumino ad un paio di rami di ciliegio ritorto che usiamo decorare in tema con la stagione o la festa dell’anno. Se è vostra intenzione appoggiarle al tavolo, non vi suggerisco il pannolenci, troppo sottile, ma il feltro, una volta realizzata la lanterna dovrete accendere un lumino da collocare all’interno di un vasetto di vetro (tipo quelli degli yogurt) che metterete a sua volta dentro la lanterna, ma in questo caso vi conviene rivedere leggermente le misure per realizzare una lanterna un po’ più grande.
Ecco il procedimento.
Tagliate in forma rettangolare del feltro o del pannolenci. Le mie misure sono 9×8 cm. piuttosto piccole visto l’uso che ne dovevo fare, ma nulla vieta di provare a realizzarle in formato più grande. Piegate il rettangolo in due seguendo il lato più lungo e stiratelo con il ferro caldo in modo da creare una piega. Ora dovrete praticare dei tagli a partire dalla parte piegata, tenendovi ad una distanza di un centimetro dal bordo esterno (non dovrete tagliare fino alla fine). Ritagliate un altra striscia di tessuto stretta e lunga che dovrà costituire il manico della lanterna.
Aprite la stoffa, avvicinate fra loro i lembi più corti fino a farne combaciare le due estremità, e con l’aiuto di una cucitrice od ago e filo (nel primo caso se lo spessore della stoffa lo consente sarà ancora più veloce) unitele assicurandole con un punto sopra ed uno nell’estremità in basso. Spero dalle foto si riesca a comprendere il procedimento. Ora assicurate anche le estremità del manico et voilà, la lanterna numero uno è pronta.

Seguite il medesimo procedimento ripetendolo per tanti rettangoli di stoffa quante sono le mini lanterne che desiderate ottenere, anche con colori diversi. Volendo le lanterne potrebbero essere unite le une alle altre con una fettuccia di stoffa colorata e trasformarsi in un bel festone.
Buon San Martino a tutti!












