Per il Venerdì del Libro di oggi voglio proporre un albo illustrato per bambini che s’intitola “Indovina chi c’è nel piatto?“. Si tratta di un testo tradotto dall’inglese che mette davanti agli occhi dei più piccoli le reali condizioni di vita degli animali che “sopravvivono” negli allevamenti intensivi in attesa di essere destinati all’alimentazione umana. Allevamenti e macelli che di solito si trovano strategicamente lontani dagli occhi di tutti, alle periferie delle città, perché nessuno vuole vedere, né ricordare di sapere.
Si tratta di temi senz’altro duri, dolorosi ed il più delle volte ostici da spiegare, che tuttavia l’autrice sa affrontare con sincerità eppure delicatezza al tempo stesso, lo fa senza offendere né urtare la sensibilità dei bambini, ricorrendo a simboli ed immagini che parlano direttamente al loro cuore, facendo leva sulla straordinaria capacità d’immaginazione che appartiene loro. Perché ai bambini si può parlare di ogni cosa, anche degli argomenti più complessi. Il più delle volte le difficoltà ed i disagi sono nostri e derivano dalle contraddizioni nelle quali ci ritroviamo a dibatterci nostro malgrado.
Le storie sugli animali, soprattutto quando essi vengono antropomorfizzati, sono tra le preferite dei bambini, e questo il mondo della letteratura per l’infanzia lo sa bene, prova ne è il fatto che la produzione letteraria destinata ai più piccoli pubblica ogni anno centinaia di nuovi titoli che vedono come protagonisti cuccioli ed animali d’ogni tipo. Questo avviene perché il processo d’identificazione tra bambini ed animali è immediato e diretto, consentendo una più efficace comunicazione. Questo filo diretto, unito alla spontanea empatia dei bambini, li porta, come in questo caso, ad essere particolarmente sensibili alle sofferenze animali e più in generale ai problemi ambientali, ed a sviluppare con maggiore semplicità un atteggiamento compassionevole, più di quanto non siamo spesso in grado di fare noi adulti.
Se i bambini possono dare l’impressione di non esserlo, non dipende da loro, ma dalla cultura in cui vivono, e dal fatto che noi adulti talvolta omettiamo di trasmettere talune informazioni o le forniamo in modo superficiale, frammentario ed elusivo. A volte i bambini non sanno semplicemente perché non hanno l’opportunità di vedere, o perché evitiamo di spiegare loro concetti o verità a noi scomodi. Questo favorisce il formarsi di un equivoco nella mente dei più piccoli dovuto all’enorme divario tra la cruda realtà e le loro fantasie e le immagini che le popolano.
Questo libro possiede a mio avviso il pregio di presentare ai bambini gli animali che più frequentemente sono abituati a conoscere (purtroppo secondo ben più tristi modalità, ovvero su di un bel piatto da portata): maiali, mucche e tacchini, così come dovrebbero essere: ovvero liberi in natura. Ne descrive le personalità, le emozioni e gli stati d’animo. Li dipinge in sostanza per quello che sono, esseri senzienti, speciali come può esserlo ciascun individuo nella sua unicità, creature che pure sono capaci di provare gioie e dolori, amore ed attaccamento, sofferenza e paura. Ma presenta anche l’altra faccia della medaglia, quella che solitamente tendiamo a scansare od edulcorare perché scomoda, e perché la paradossale contraddizione che ne è alla base ci fa percepire le nostre incoerenze, mettendoci a disagio con noi stessi. Quella realtà secondo cui si tratta di esseri a cui si deve riconoscere una dignità che le condizioni di allevamento ed uccisione attuali invece sembrano calpestare, umiliare e mortificare.
Il testo, corredato da bellissime ed evocative immagini che a volte in apparenza sembrano stridere con la crudeltà del contenuto, non parla solo di animali, ma anche di natura ed ambiente, perché quel che mangiamo dispiega i suoi effetti sullo stato di salute del pianeta che abitiamo, determinando l’inesorabile deforestazione, l’estinzione di specie animali a causa della distruzione del loro naturale habitat, lo spreco di risorse idriche e l’inquinamento.
Il libro si conclude con una parte finale in cui i piccoli lettori sono invitati a dare le proprie risposte e formulare soluzioni sulla raccolta differenziata ed altri temi a sfondo ecologico. Si tratta di uno strumento che veicola un messaggio forte, intenso, ma necessario e doveroso, un valido strumento che può contribuire a destare precocemente le nascenti coscienze dei bambini di oggi che saranno gli adulti di domani, per aiutarli a sviluppare una mente critica, poco incline a piegarsi a ciò che viene aprioristicamente imposto dall’esterno, e spinta piuttosto a cercare da sé le informazioni di cui ha bisogno per rielaborarle in modo personale in accordo al proprio sentire ed alla propria coscienza.
Credo sia importante che i nostri figli siano messi nella condizione di porsi dei quesiti, non accontentarsi, non omologarsi, non lasciarsi trascinare dalla corrente perché tutti lo fanno, per prendere delle decisioni e formarsi un’opinione in modo libero, qualunque essa sia, purché questo avvenga con coscienza e conoscenza vista anche la scarsa imparzialità dell’informazione veicolata dai sistemi di comunicazione di massa tradizionali.
E’ tuttavia ancora più importante che siano messi nella condizione di sviluppare un punto di vista meno miope rispetto a noi genitori che li abbiamo preceduti, sulle sorti del mondo, una visuale orientata al futuro ed alle conseguenze a lunga scadenza delle proprie azioni, ma è importante anche per allontanare lo spettro dell’indifferenza, dell’ipocrisia o peggio ancora dell’assuefazione a quelle che sono le brutture del mondo.
Sotto il profilo umano si tratta invece di un libro interamente dedicato ai temi del rispetto del diritto alla vita di tutti, della compassione, della solidarietà, un testo che finalmente restituisce agli animali quella considerazione e quella dignità che loro appartengono.
Ne approfitto per ricordarvi la mia rubrica Bambini in cucina: ricette e idee pronte in tavola che, dopo la lunga pausa estiva è ripresa già da qualche settimana sul sito de Il Bambino Naturale, ma che ho sempre scordato di segnalare sul mio blog
. Mi trovate pure lì, questa settimana con un pezzo che mi sta molto a cuore, sulla necessità di dare grande valore anche ai momenti apparentemente poco significativi ed ordinari della nostra quotidianità con i bambini.
Ciao Michela, ho questo libro in serbo per Alice, nel senso che lo ho acquistato al banchetto della LAV e sto aspettando il momento giusto per darglielo, magari al prossimo compleanno. Quanto è vero quello che scrivi sulla contrapposizione fra la realtà e il modo in cui invece viene rappresentata la vita degli animali nei libri per bambini.
Ciao Daria! Sai, quello che sottolinei tu è la cosa che più m’indigna. Mi ferisce come persona che cerca di amare e rispettare gli animali, ed offende l’intelligenza dei bambini, che sono in qualche modo raggirati con la nostra complicità.
A presto ciao!
Mio figlio mi ha chiesto di iscriverlo al WWF…per dirti che “animalista” convinto sia!!!
Ho paura però che questo libro possa un pò impressionarlo. Lo vogliono cercare in libreria e dargli un’occhiata. Il problema sarebbe poi…..eliminare la carne dalla nostra tavola.
Carissima ciao! Che bella notizia! Continua a permettere a tuo figlio di coltivare i suoi ideali, mi sembra già moltissimo. Io da bambina non volevo mangiare la carne eppure venivo in buona fede costretta a farlo dai miei genitori. Ne ho ricordi bruttissimi!
Per quanto riguarda il problema di eliminare la carne dalla tavola Tolstoj disse: “se i macelli avessero le pareti di vetro saremmo tutti vegetariani”. Sono assolutamente convinta che se tutti sapessimo davvero quel che accade lì dentro, nessuno al mondo vorrebbe più saperne. A me è bastato leggere e … vedere con i miei occhi … Non ho mai più avuto un ripensamento.
Ciao!
Proprio qualche giorno fa un mio amico mi raccontava di un documentario che aveva visto sugli animali da “tavola”…quelli che finiscono nei nostri piatti…..e direi che c’è veramente poco da aggiungere a quanto detto da Tolstoj…..
Bravissima, bella recensione di un libro che sembra veramente importante. Restituiamo agli animali la loro dignità e libertà…
Ricordiamoci che non è radicale chi critica coloro che ancora uccidono e mangiano gli animali, radicale è chi pensa di potersi permettere il lusso di decidere la vita di altri esseri viventi…
Ciao Stefano, grazie!
“radicale è chi pensa di potersi permettere il lusso di decidere la vita di altri esseri viventi…”
Quanto è vero quello che scrivi!
Ciao!
Ho incominciato a ragionare così quando tante persone mi davano (e mi danno ancora) del radicale per le mie posizioni a favore degli animali.
Anzi dato che gli animali non hanno voce (umana, per far sentire il loro dolore) a volte mi presento parlando a loro nome…
Dunque qui, a nome di tutto il Popolo degli Animali ti ringrazio per la tua bella recensione e la tua grande sensibilità verso di noi…
Grazie
!
tema delicato ed importante che non è facile affrontare, ma concordo: con i bambini si può parlare di tutto! non conosco il libro ma voglio cercarlo, mi incuriosisce. ciao!
Mi metto in coda alla ricerca di Cì, credo possa essere una lettura molto interessante per la nostra famiglia.
Grazie Michela per il modo con cui proponi questi testi: considerato il mondo in cui viviamo, non è mai facile parlare di questi temi, ma quando incrocio un tuo articolo so che non troverò nessun dito puntato, ma solo tanto buon senso che porta a riflettere.
Buon weekend!
Grazia
Grazie a te. Sono arrossita
Ciao! Che bello non sapevo esistesse u n libro così… io non ho mai “mentito” a mia figlia su quello che mangia e da sola non vuole mucche e maialini… so che non l’ho mai influenzata perchè invece il pesce lo pretende e persino “quello con l’occhietto e la coda”!!!! Lei ha tre anni e mezzo, tu quando pensi sia il caso di darle in mano un libro così, magari accompagnata? A presto
Ciao Caterina! Lo acquistai quando uscì, se non erro due o tre anni fa. Diciamo intorno ai cinque sei anni anche se le indicazioni in fatto di età di lettura sono sempre da interpretare. Molto dipende dal bambino e dal fatto che in casa ci siano o meno fratelli maggiori la cui presenza porta spesso ad anticipare alcune esperienze ed incontri, comprese le letture.
La cosa migliore è sempre sfogliare il libro in biblioteca od in libreria e poi decidere se fa al caso nostro.
Un caro saluto!
Ho preso il libro dopo aver letto una precedente recensione nel VDL, non è piaciuto a nessuno dei due, l’avevo trovato in biblioteca spero di ritrovarlo ancora e magari in futuro rileggerlo al piccolo di casa che magari nel frattempo avrà cambiato idea.
Capita spesso anche qui. Acquisto un libro che viene snobbato per mesi interi e poi lo vedo riesumare dalla libreria e letto tutto d’un fiato.
Ciao!
“Credo sia importante che i nostri figli siano messi nella condizione di porsi dei quesiti, non accontentarsi, non omologarsi, non lasciarsi trascinare dalla corrente perché tutti lo fanno, per prendere delle decisioni e formarsi un’opinione in modo libero, qualunque essa sia, purché questo avvenga con coscienza e conoscenza vista anche la scarsa imparzialità dell’informazione veicolata dai sistemi di comunicazione di massa tradizionali.” io sono combattuta, combattutissima e sola, perché mancano complici… in famiglia, a scuola, … e noi dobbiamo già combattere le allergie, per noi il cibo può essere sano o non sano, appetitoso o disgustoso… pericoloso o non pericoloso. Devo stare attenta ad eliminare anche quelle alternative concesse, perché non è facile… aggiungici che è allergica anche a fave, piselli e lenticchie… Io mi adopero, mi ingegno, cerco di coinvolgere anche il marito che mi segue, ma a volte no, e quindi un colpo al cerchio e uno alla botte, e magari un giorno… io continuo a seminare e questo libro è un buon aiuto
Cara Monica, tu sei bravissima e stai facendo un magnifico lavoro con Alice. Direi che certe decisioni vanno misurate in base alle proprie possibilità e tu stai già dando il massimo.
Un grande in bocca al lupo da parte mia
Ciao!
Grazie, detto da te mi rincuora:)
Ho messo il libro nella lista dei prossimi acquisti perché mi incuriosisce molto da vegetariana e amante dei libri. I tuoi consigli del VdL non mi hanno mai delusa, quindi… Dopo averlo letto, deciderò se leggerlo io a Bambino o lasciarlo sullo scaffale della libreria in attesa che arrivi il momento giusto.
Un abbraccio,
Monica
Ciao Monica. Se non ricordo male Bambino ed Edoardo hanno all’incirca la stessa età. Direi che potrebbe andar bene come lettura. Un super abbraccio!
ma è carinissimoooo!!!
Grazie
Ho già sentito parlare di questo libro e mi piace questa tua recensione. Mi sai dire più o meno per che età è adatto?
Ciao Eli. Mi sa che per voi è un po’ presto
Comunque secondo me è un libro adatto a partire dai cinque anni, magari se lo trovi in giro prova a darci un’occhiata!
Ciao!
Ciao Michela, davvero un libro interessante! Bel consiglio! Anche se non ho ancora bambini, penso che sia importante che i bambini sappiano e si confrontino anche con temi “scottanti” che spesso gli adulti preferiscono non conoscere perchè è più comodo, e perchè come dici tu, spesso quello che è lontano dagli occhi è anche lontano dal cuore, per usare un vecchio detto, ma è così. A volte è successo anche a me di parlare con persone non vegetariane e spesso preferiscono non sapere, non vedere e non porsi il problema, altre volte sono quasi indifferenti, come se dietro alle bistecche, alle polpette e Co. non ci fossero esseri viventi e sofferenti che ci rimettono la pelle, altre le frasi “ma è sempre stato così, l’uomo è onnivoro e deve mangiar di tutto, i canini che esistono a fare sennò ecc.” vengono usate per giustificare questa indolenza, questa comodità. Spero che bambini più aperti e più coscienti possano creare un futuro migliore e con meno sofferenza per loro stessi, per gli altri e anche per gli animali. A presto, ciao!
Ciao Francesca, che bello il tuo commento! Lo so, l’ho fatto anch’io tanti anni fa quando ancora mangiavo la carne. Spesso avvertiamo il nostro disagio e le nostre contraddizioni e preferiamo non sapere, perchè fa troppo male.
Grazie, a presto!
Una tematica molto delicata ed imporante… E’ bello sapere di poter contare su libri come questo che possono dare una mano ad affrontare argomenti di questo tipo!
E’ un bellissimo libro!
Ne approfitto per salutarti e per segnalarti che ti ho citata nel mio ultimo post del mio nascente blog. Un abbraccio e complimenti!