Eccomi finalmente di ritorno per il primo appuntamento con il Venerdì del Libro dopo un lunghissimo periodo di tempo.
Per inaugurare quello che è un nuovo inizio, vorrei parlare del libro dell’estate, o meglio il libro di sempre, visto che pare si tratti del più venduto di tutti i tempi. Parlo di Cinquanta sfumature di grigio (ed i suoi seguiti: Cinquanta sfumature di nero e Cinquanta sfumature di rosso) libro/i che tutti o quasi hanno letto o perlomeno conoscono. Non ho verificato se qualcun altro tra voi l’ha recensito prima di me perché purtroppo, per tutta l’estate, ho smesso di seguire questo appuntamento settimanale, ma, in caso affermativo, se vi farà piacere potrete lasciare il vostro link tra i commenti.
Devo ammettere di essermi sentita combattuta sull’opportunità di scrivere e pubblicare questo post; si tratta di un libro piuttosto popolare, e parlandone male rischio di attirarmi antipatie di cui non vado in cerca, ma ho deciso di farlo ugualmente perché almeno qui mi piace sentirmi libera di dire quello che mi passa per la testa. Quello che leggerete pertanto non ha pretesa né desiderio di essere legge ma di esprimere piuttosto un’opinione che in quanto tale è condivisibile o meno.
In questo blog ho sempre e solo parlato di libri letti per intero, dall’inizio alla fine. Quando comincio un libro è per me un (a volte masochistico) imperativo morale ultimarlo; anche se non mi piace lo devo finire, se non altro per rispetto dei soldi spesi (in questo caso il libro mi era stato fortunatamente prestato), e neppure stavolta ho fatto eccezione, anche se so che questo contravviene ai “dieci diritti imprescrittibili del lettore” secondo Pennac (vero Grazia?
).
Oggi trasgredirò tuttavia non solo a questa, ma anche ad un’altra regola che mi sono posta quando ho cominciato a scrivere nel blog, ovvero quella di parlare solo di libri che mi piacevano. Tuttavia, da amante della lettura quale sono, e per il profondo rispetto che nutro per la parola scritta, non posso non dire la mia, perché esimendomi dal farlo sento di commettere un’ingiustizia.
Ecco, oggi mi va di scrivere una recensione al contrario e parlare di un libro che in me ha lasciato una traccia profonda, sia pure in senso negativo. Ho trovato questo libro volgare ed imbarazzante. Più volte nel corso della lettura mi sono sorpresa ad arrossire mio malgrado, e non per le ragioni che si potrebbero a prima vista intuire, vale a dire per il suo contenuto spinto e per le scene esplicitamente sessuali (neppure così infuocate tra l’altro!), ma per ben altre ragioni, la prima delle quali, chiara ed inequivocabile fin dalle prime righe del libro stesso, è che da un punto di vista squisitamente formale lo stile di scrittura è arido, elementare e semplicistico. Il vocabolario povero, ripetitivo e monotono. L’autrice sembra non conoscere l’esistenza di sinonimi e similitudini, la punteggiatura è casuale per non dire arbitraria, ed i dialoghi superficiali ed infantili.
Ho ricavato nel corso della lettura l’impressione che questo libro sia semplicemente il frutto di un’astuta operazione di marketing, abilmente orchestrata, che l’editore non si è neppure preso la briga di dissimulare. La strategia è inequivocabilmente finalizzata alla massimizzazione dei profitti (fin qui nulla di male) ma questo avviene senza alcun riguardo per la qualità del prodotto finale. Non si è fatto altro che spacciare come produzione letteraria quello che è in realtà un prodotto di massa privo di spessore che fa leva sulle più diffuse e comuni frustrazioni femminili per vendere. Ne costituisce solo una tra le tante prove tangibili, il fatto che uno scritto che poteva agilmente essere contenuto in un unico volume, sia stato frazionato in tre parti in modo da triplicare i guadagni.
Cinquanta sfumature di grigio è un libro che definire mediocre è un atto di grande generosità. Uno scritto ammantato di una sorta di pseudoromanticismo, in cui la relazione tra i due protagonisti è incentrata intorno al rapporto di sudditanza sessuale della protagonista femminile, ed affollato di stereotipi banali ma sempre in auge quali quelli del principe azzurro ricco, bello e dannato, e quello della figura della crocerossina incarnata da una donna giovane e slavata che nonostante tutto riesce a redimerlo e trasformarlo. Cliché vecchi come il mondo, di cui il libro è infarcito con una copiosa spruzzata di descrizioni sessuali che con ogni probabilità, nelle intenzioni dell’autrice, avrebbero dovuto renderlo stuzzicante e scabroso quel tanto che basta per far sentire liberate le donne che lo avrebbero letto. Un libro che con i debiti approfondimenti sulle sfaccettature psicologiche dei protagonisti ( e ce ne sarebbe da scrivere!) avrebbe potuto essere interessante da analizzare, ma la cui superficialità non permette di andare oltre i patetici dialoghi tra la protagonista e la sua “dea interiore” che altro non è che la sua voce più profonda. Questi ultimi si, sicuramente la parte più esilarante del libro.
Non sono affatto contraria alla narrativa leggera, genere di cui faccio ed ho fatto ampiamente uso pure io, ed a cui è doveroso riconoscere una sua dignità. Un genere di letteratura da “intrattenimento” che non ha altre pretese se non quella di regalare qualche ora di sana evasione (ed il cielo sa se ne abbiamo bisogno di questi tempi!) a chi vuole staccare la spina e mettere a riposo il cervello, purché scritta con una certa cura (leggasi rispetto per il lettore) che in questo libro sciatto non ho ravvisato.
Probabilmente nessuno ci avrebbe speculato così tanto sopra, me compresa, se il libro non avesse riscosso un tale successo di vendite nonostante la scarsa qualità, nel qual caso avrei soprasseduto. Ciò che m’indigna è il fatto che un libro simile abbia immeritatamente guadagnato tanto a dispetto di migliaia di aspiranti e autenticamente talentuosi scrittori desiderosi di vedersi pubblicati da qualche editore, anche senza alcun compenso. Il libro presenta in più l’aggravante di buttare apparentemente all’aria decenni di lotte per la liberazione femminile. Scusate sto divagando e mi ritrovo a sconfinare nel campo della sociologia e del costume, che chiaramente non è il mio.
In poche parole credo che ci sia di meglio: se ci vogliamo leggere un romanzo rosa ma scritto in modo raffinato leggiamoci Liala o Sveva Casati Modignani, se vogliamo leggere trasgressivo ed erotico leggiamoci Anais Nin, Henry Miller o de Sade, se vogliamo sentirci donne libere leggiamo Erica Jong, eroina della mia adolescenza.
La domanda cui ancora non ho trovato risposta è però sempre la stessa: “come ha potuto questo libro piacere e vendere così tanto? E’ davvero questo quello che la maggior parte di coloro che lo acquistano si aspetta di trovare in un libro?” Spero che i vostri commenti, spesso in passato illuminanti, mi aiutino a guadagnare un po’ di chiarezza. Vi prego inoltre di perdonarmi se il mio accorato e dissacrante post vi ha in qualche modo disturbati, ma a questo libro non riesco a riconoscere altro pregio se non quello di aver avvicinato alla lettura anche persone che solitamente non frequentano le librerie.
Potrete leggere un’altra recensione sullo stesso libro da parte di Stefania, altra partecipante al Venerdì del libro, qui.

Ciao Michela bentornata!
C’è una partecipante al Vdl che ne aveva parlato e bene, mesi fa, con ricca argomentazione, ma non ricordo chi e ora sono di fretta. Mi aveva incuriosito e fatto mettere il libro nella lista dei “forse ci ripenso” dopo averlo collocato in automatico nella lista di “delusione sicura da best seller promosso ad arte” (sì, sono in parte una snob da bestseller, in genere lascio passare quel tanto che mi lascia capire se oltre il marketing c’è di più e scendere il prezzo con l’arrivo dell’edizione economica, ma a volte mi ricredo anche, vedi The twilight saga cui qualche merito va).
Che altro dire? Io immaginavo quello che dici a proposito delle famose sfumature e mi preoccupa un po’ l’idea che una generazione di giovani prenda a modello una sessualità così superficiale come quella che – senza averlo letto però – ci vedo nelle varie critiche.
Aspetto anche io i commenti per capire meglio perchè sia piaciuto tanto.
ciao!
Ciao Cì, grazie!
Mi “spiace” tu non abbia letto questo libro, nel qual caso avremmo potuto raffrontare le reciproche impressioni, ma mi è ben noto il tuo scetticismo da best seller che in parte condivido.
Il problema a mio avviso non sta nella sessualità che rientra nella sfera dell’insindacabile, ma nel modello femminile generale proposto nel libro. E’ questo che mi preoccuperebbe maggiormente se avessi una figlia femmina. Il messaggio che trasmette alle giovani donne rappresenta tutto quello che i movimenti per l’emancipazione (sessuale, professionale, intellettuale e familiare) femminile hanno ripudiato per decenni.
Sì, la tua risposta chiarisce la mia preoccupazione, non solo perchè io la figlia femmina ce l’ho, vedo a rischio anche i maschi in tutta sincerità se il modello che passa è quello di rapporti tra dominatori e dominati, poco conta chi sia l’uno o l’altro, si perdono tutte le sfumature – bella parola sì – dei rapporti senza catene. Non voleva essere un commento moralista il mio, è perchè ho a cuore una libertà reale nella sfera sessuale che mi lasciano perplessa questi successi planetari.
E’ interessante la valutazione di Grazia, anche se io credo che i lettori delle barzellette di Totti poi non siano andati oltre la Gazzetta.
Da Moccia puoi passare a Fabio Volo e poi ai classici probabilmente, ma se parti da Twilight (rispetto a noi che siamo partite da “piccole donne” probabilmente qualche anno prima, da bambine), che molti indicano sia il bacino target delle sfumature (e mi ricordo che qualche anno dopo si leggeva “L’amante di Lady Chatterley” quasi fosse un libro proibito..
), passi a questo trittico dove finirai? Dubito che arriveranno alla letteratura erotica colta, o anche solo un Harmony ben scritto.
Sono troppo pessimista?
Cara Cì, il tuo commento non aveva affatto dato l’impressione di essere moralista, in effetti il libro ha fatto presa e costruito la sua fama soprattutto per il fatto di strizzare l’occhio a qualche perversione o pratica sessuale estrema reinterpretata in chiave alleggerita e “fruibile” dalla massa più che per altri aspetti (che in realtà latitano). A questo punto rivaluto e rimpiango un po’ i famosi Harmony da te citati e letti di nascosto per non farci sorprendere dalle nostre madri (perlomeno la mia) che portano tutto il sapore della mia/nostra adolescenza.
Quello che fatico a spiegarmi è il fatto che le cinquanta sfumature siano un fenomeno trasversale che non si limita agli adolescenti e non costituiscono dunque una sorta di tappa della lettura per permettere il transito verso scritti di maggior spessore o quantomeno più apprezzabili, pur nella loro leggerezza, dal punto di vista stilistico, che caratterizzano l’età adulta. Insomma, il libro è letto ed amato nella stessa misura dalla ragazzina alla sessantenne.
Il punto di vista di Grazia è interessante ed ottimistico, mi auguro davvero abbia ragione. Infondo pure noi abbiamo fatto convivere gli Harmony dell’adolescenza con i classici che si studiavano a scuola e che da adulti abbiamo rivalutato. Che dire? Concediamo almeno il beneficio del dubbio. Forse si assisterà al passaggio a letture differenti per rivendicare poi il diritto di spostarsi da un genere all’altro senza per questo doversi sentire in imbarazzo. O forse semplicemente l’effetto domino (pare che sulla scia delle sfumature stiano spopolando libri sul tema) garantirà per qualche mese qualche entrata in più alle casse delle librerie
Grazie per il tuo commento.
Ciao!
No, neanche io l’ho completato. A me ricorda quei libri tipo: Volevo i pantaloni oppure Sposerò Simon Le Bon. O ancora meglio Cento Colpi di Spazzola… Io non sono mai riuscita a finirli, a mala pena a cominciarli. Con buona pace di Pennac.
Ciao.
Ciao Violetta!
Effettivamente i “cinquanta colpi di spazzola” sono tornati in mente tante volte pure a me durante la lettura
Ebbene sì: il diritto di non finire un libro in certi casi va applicato
Io questo non l’ho nemmeno iniziato per quanto la curiosità di verificare quanto ho letto sia forte: insieme a questo ammetto un certo snobismo che mi prende in “casi letterari” che sembrano costruiti a tavolino.
La letteratura erotica è un’altra, e quella mi piace molto: insieme agli autori da te citati aggiungerei Almudena Grandes (sto aspettando di leggere la sua ultima fatica letteraria!), Nabokov, Colette, Aury.
Però vorrei spezzare una lancia a favore di questo successo planetario (senza farmi spezzare le ossa da nessuno, spero!) e per farlo mi appello al diritto numero cinque di Pennac (amatissimo): il diritto di leggere qualsiasi cosa.
L’importante è leggere, sempre e comunque, qualsiasi libro: perchè la passione per la lettura cresce qualitativamente nel tempo.
Le signore che non leggono che rotocalchi e riviste di gossip e che hanno incrociato Le Cinquanta sfumature sono in realtà dei lettori in divenire: chi inizia a leggere non smette e diventa curioso di conoscere nuovi autori. La loro fortuna sarà di incontrarne di migliori (da un punto di vista di qualità letteraria) d’ora in avanti.
Grazia
Ciao Grazia!
Sono anch’io d’accordo con te. L’importante è che in un paese drammaticamente a digiuno di lettura come il nostro, dove viene considerato “forte lettore” colui che legge a malapena un libro al mese, si legga. Punto. Infatti per correttezza, mi sono sentita in dovere di riconoscere al libro questa qualità e non ho omesso di scriverlo.
Mi fa piacere leggere la tua capacità di vedere il bicchiere mezzo pieno e di riconoscere che probabilmente tra i tanti lettori della trilogia si possano nascondere molti lettori in erba. Speriamo tu abbia ragione
Grazie per le gradite integrazioni sul genere letteratura erotica: di Almudena Grandes e dell Aury non ho letto nulla.
Ciao!
Ciao e piacere di conoscerti!
Sono una libraia per niente ‘spocchiosa’ e normalmente non critico mai nessuna lettura, ma mi piace preparare i lettori all’esperienza emotiva che vivranno, specialmente a quelli meno allenati….di questo libro ho letto le prime 20 pagine in formato digitale ( non posso pensare neanche lontanamente di disturbare un albero per qualcosa che non valga la pena), e l’ho trovato indegno di essere letto!
Nel Medioevo per raccontare la storia della bibbia si usavano le immagini….ecco Manara sarebbe stato più poetico…..comunque a chi mi ha chiesto un consiglio ho riservato un trattamento migliore…..di quello che avrebbero avuto con una lettura che di bello ha solo una parola ‘sfumature’………
Ciao Alessandra, il piacere è mio
E’ interessante il tuo punto di vista, t’invidio inoltre l’insostituibile opportunità di osservare gli acquirenti durante i loro acquisti. Io mi devo invece limitare alle possibilità offerte dalle incursioni in libreria e qualche occhiata furtiva nel tram per sbirciare i miei vicini. Mi diverte cercare di evincere informazioni sullo sconosciuto che ho vicino a partire dai libri che tiene in mano o quando vado per la prima volta a casa di qualcuno osservare la libreria (o la sua assenza) ed il suo contenuto.
E’ bellissima la tua osservazione sugli alberi ;-D
A presto,
Michela
Non l’ho letto finora e non lo leggerò…
grazie del tuo splendido commento, ti ho risposto, ho seguito il tuo consiglio sui libri stagionali in esposizione e ti citerò in un prossimo post!
Ciao Palmy, grazie a te!
Il tuo post me l’ero perso per strada.
Mi sto riportando in pari solo nelle ultime due settimane con tutti i post in arretrato, ma tra poco ci arrivo
Io non l’ho letto, per cui non posso argomentare nello specifico.
In ogni caso tu sei molto più diligente di me: se non mi piace un libro lo lascio, se non mi piace uno spettacolo teatrale me ne vado, così al cinema, ecc. A mio parere rientra nel diritto sacrosanto di scegliere.
Anche io nutro un innato scetticismo verso i best-seller: difficilmente mi faccio conquistare e, se accade, spesso è a distanza di molto tempo – anche anni – dal caso letterario.
Concordo con quanto dice Grazia che l’importante è leggere comunque!
A presto!
Più che diligente sono rigida, ed è solo la mia ostinazione/senso del dovere a farmi proseguire, oltre che il desiderio di concedere una possibilità fino alla fine al libro in questione di sedurmi e farmi cambiare idea.
Tuttavia sono convinta che sia un sacrosanto diritto quello di lasciare un libro (o film, spettacolo …) a metà, esattamente come è un diritto lasciare qualcosa nel piatto se non piace! Non riuscirci è solo un mio limite.
Grazie, ciao!
Thelma l’ha ricevuto dalla ditta dove lavora perché ci dovevano sviluppare sopra una applicazione. E dunque l’ho sfogliato a lungo per curiosità di capire (diciamo lettura veloce, il genere si presta). Direi che se si vuole essere scurrili e allusivi si dice: Cinquanta sfumature di marrone. Altrimenti nessuna sfumatura di cattivissima scrittura.
Oddio ‘povna, mi hai fatta piegare dal ridere!
Io l’ho definito quando mio marito mi chiese di raccontargli la trama: “cinquanta sfumature di … nulla”, ma effettivamente …
Ciao.
Non l’ho letto, avendo un pregiudizio innato per i libri di successo… e mi conforta sapere che non mi sono persa nulla
Un abbraccio!
Come te….non riesco a non finire un libro anche se non lo apprezzo….mi piace formarmi un giudizio completo e poi perché spero sempre che alla fine il libro mi faccia cambiare idea. Penso: magari il senso si capisce solo a lettura completata. È così a fatica….non demordo.
Qualche venerdì fa qualcuna ha recensito il libro (ahimè…la memoria non mi aiuta perché non ricordo chi fosse) e la sua opinione e’ stata uguale alla tua. Io penso che su questo libro ci sia stata una grande azione di marketing con la quale il libro e’ stato presentato bene oltre la realtà. È stato definito libro erotico ma come sento dire da più parti più volgare che altro.
Infine e con ciò non vorrei sembrare spocchiosa ma penso che chi apprezza questa trilogia difficilmente potrebbe apprezzare la Fallaci o lo stesso pennac ad esempio. Si tratta di due utenze diverse. Il problema e’ che questo libro e’ stato pubblicizzato come se potesse piacere all’intero universo femminile….ma così non è’.
Credo che tu faccia riferimento a me… Ne avevo parlato io qualche venerdì fa e… nemmeno a me è piaciuto!
Meno male, mi sento meno pecora nera
In effetti anch’io finisco sempre i libri per le tue stesse ragioni, compresa la tua speranza/desiderio che un libro mediocre possa riscattarsi nel finale.
Ciao
Mia suocera aveva provato a leggerlo proprio per vedere di che si trattava, ma credo che abbia saltato molte pagine, perchè lo ha definito negli stessi termini che hai usato tu. Insomma, con il tuo post ho la conferma che queto libro è osceno per quanto è scritto male e banale ai limiti dell’imbarazzante. Anche lei comunque si domandava il perchè di tale successo. Non saprei dare una risposta a questa domanda. Ultimamente quasi tutti i libri che escono vengono acclamati come stratosferici successi planetari e capolavori assoluti…Misteri del nuovo millennio…
Ciao Tamara.
Sai , ora che ti leggo mi rendo conto che sono più le persone cui non è piaciuto rispetto a quelle che invece l’hanno apprezzato. In questo caso la nostra domanda (come mai ha venduto tanto?) ha ancora più senso. Questo libro si è diffuso anche grazie al passaparola che vede contrapposti due egualmente nutriti gruppi di detrattori e sostenitori.
Mi sorge il dubbio che molti di coloro che l’hanno acquistato l’abbiano fatto di nascosto e non siano disposti a rivelarlo perchè si tratta di una lettura di cui non si sentono particolarmente orgogliosi.
Spero si sia capito il mio tortuoso ragionamento.
Ciao!
Eccomi qua… io ne ho parlato ad un recente venerdì e non sei la sola a non averlo gradito… io mi aggiungo alla lista. Comunque credo che sia fruttuoso anche dare degli s-consigli di lettura, non solo consigli per cui una rubrica come questa può arricchirsi anche quando si parla di qualche lettura che non è piaciuta…
A me l’hanno prestato… però ammetto che, pur non avendolo gradito, ho letto anche il secondo…. e l’ho appena finito (niente di che pure quello). E la mia amica ha pronto il terzo da prestarmi…. comunque… come sarà che di quel Christian Grey, nella vita reale, non c’è minima traccia???? dai che scherzo…. però sai che ti dico? mi sono sforzata più volte di dare un volto a quell’adone… e ancora non sono riuscita a farlo…
Ciao Stefania, non hai lasciato il link ma vengo subito a leggerti.
Grazie!
Mi sono scordata di segnalarti una piccola curiosità e rimedio ora: Rossella Calabrò ne ha fatto una simpatica parodia
Il suo libro, dal titolo “Cinquanta sbavature di Gigio”, mi ha divertita e credo possa aiutare a sdrammatizzare l’effetto bomba (o boomerang) di questo successo planetario.
Il suo blog, al di là di questa sua opera, parla di questioni che divertono e fanno pensare: quando hai tempo dai un’occhiata a http://matrigne.style.it/
Buona settimana
Grazia
Ciao Grazia, ho dato un’occhiata al sito che mi hai segnalato su cui ritornerò con più calma e mi sembra davvero spiritoso. Cinquanta sbavature di Gigio dev’essere spassosamente demenziale. L’hai letto?
L’ho letto questa estate rubandolo ad un’amica in vacanza. Un libro leggero leggero, ma Rossella scrive bene e il romanzo, per quanto leggero, ne esce bene.
Mi conforta leggere questa recensione perché non ho letto il libro e… ora sono ulteriormente convinta di aver fatto bene!
Come mai questo libro ha venduto tanto, nonostante sia di così scarsa qualità letteraria? Rigiro la domanda: i best seller sono sempre di alta qualità letteraria? a mio parere spesso non direi!
Quando leggo le statistiche e vedo che la maggior parte degli italiani legge solo un libro l’anno mi spavento al pensiero di… che libro???
Ciao Eli, è quello che pensano la gran parte delle persone che riferiscono di non essere particolarmente attratte dai best seller. Solitamente li scanso pure io.
Ciao!
Io non sono a priori prevenuta verso i best seller. Harry Potter, tanto per fare un esempio, secondo me è molto carino in tutti e 7 i libri. Su altre cose… mah, stendiamo un velo pietoso!
Ho visto questa copertina dovunque, perchè come dici te, è la tendenza del momento, però non l’ho letto e per ora non lo leggo, dato che ne ho altri a disposizione…comunque ho sentito qualche commento, e nessuno di questi, se ti può consolare, l’ha considerato un libro grandioso e straordinario. A presto, ciao ciao!
Me ne sono accorta infatti. Ciao Francesca
Onestamente ne ho letti di peggio, per esempio “io uccido” di Faletti, altro che prosa arida, sembra scritto da un bambino di 5^ elementare e nemmeno troppo dotato!
Almeno in questo caso si tratta di una traduzione….
In effetti e’ noioso e ripetitivo, i personaggi a dispetto del titolo non hanno sfumature e spessore, non e’ un capolavoro letterario, mi sono fermata tante volte e mi sono costretta a finirlo, oggi per la precisione e alla fine mi ha stupito il cambio dell’ io narrante, diciamo che mi sono svegliata dal torpore in cui ero caduta.
Ad ogni modo puo’ aver indotto persone che non leggerebbero ad avvicinarsi ai libri, magari incuriosite potrebbero decidere di leggero altro, per cui a me non da’ nessun fastidio il successo che ha avuto.
Certo mi ha stupito che l’ avesse letto mia suocera, con tutto il suo gruppetto di amiche, ma ben venga la lettura, anche se si tratta di un libro di ricette di cucina per me ha la stessa dignità!
Io sono parecchio onnivora, mi fido troppo dei commenti in internet e a volte resto delusa da alcuni libri:
- “le correzioni” che ho trovato pesante, volgare e veramente duro da finire
- ” l’ eleganza del riccio” che e’ abbondantemente sopravvalutato
Il mio libro preferito e’ “delitto e castigo” segue “il ritratto di Dorian Grey” poi il dolcissimo “La societa letteraria di Guernsey” e tanti altri….
Ah e tutti ma tutti I “Poirottini” come li chiamiamo noi di Agatha Christie!
Non mettero’ le 50 sfumature di tutti i colori perche’ e’ qualche gradino sotto Harmony, che non ho mai letto, li vedevo sul comodino di mia mamma e della mia vicina di casa, ero snob quando ero una teenager, li ritenevo di serie b/c o anche più in basso, adesso ripensando alla mia vicina, che non aveva la terza media, trovo lodevole che leggesse qualcosa invece di guardare la televisione, anche se era un harmony!
Ciao Chiara. Io uccido l’ha acquistato mio marito anni dopo la sua uscita, e non l’ha mai finito. Io non l’ho neppure cominciato. Non so se lo farò mai. Quanto al resto sono d’accordo su tutto. Ciao
Per carita’ non lo leggere, io sono testarda e vado sempre fino in fondo, ma se posso evitarti di cominciarlo……
Cara Michela,
grazie del tuo consiglio perchè, se è importante passare parola sui bei libri, è ancora più importante avvertire chi si può su quelli pessimi. Come ogni caso letterario ne ero infastidita ed incuriosita allo stesso tempo e per dovere di cronaca l’avevo messo nella lista dei libri da leggere in futuro…..grazie di avermi evitato perdita di tempo, soldi e la sicura sensazione di disgusto che avrei provato.
Mi unisco al commento su Io uccido: è pessimo, come pure.
Ciao!