Da un po’ di tempo non provavo un simile trasporto per un libro, quell’innamoramento che ti fa scoprire il desiderio incoercibile di trascorrere ogni momento con esso, con quel libro che ti segue ovunque ed è mentalmente con te anche quando non si trova tra le nostre mani. Non potevo non parlarne per il Venerdì del libro, augurandomi che parte del mio entusiasmo possa essere d’impulso per chi tra voi ancora non l’ha fatto, ad avvicinarsi alla lettura di questo volume unico e straordinario.
Come posso definirlo?
Non è un saggio, non saprei in quale ripiano della libreria collocarlo, posto che per molto tempo ancora stazionerà sul mio comodino nonostante ne abbia ultimato la lettura, pronto per essere sfogliato anche a caso, quando sarò nuovamente in cerca di risposte, quando mi troverò ad un punto di svolta, quando la fiducia in me stessa vacillerà o mi sentirò persa, smarrita. In esso troviamo psicologia, analisi, religione, mitologia, poesia analisi onirica e molto altro. Donne che corrono coi lupi è un libro che a mio avviso sfugge ad ogni tentativo di classificazione. E’ una lettura propedeutica ed irrinunciabile per una donna, un inno, una celebrazione alla femminilità ed un viaggio affascinante, intimo ed intensamente introspettivo (a volte dolorosamente introspettivo) che ci conduce lungo i meandri ed i sotterranei della psiche femminile, nei suoi luoghi più inesplorati, alla scoperta di quanto in essa vi è di più vitale e rigoglioso, primi fra tutti la creatività e l’intuito.
Donne che corrono coi lupi è un libro senza tempo che si dispiega attraverso i continui rimandi alla storia, ai miti ed alle leggende, strumenti di cui si avvale per scandagliare l’archetipo della natura femminile, ed è per questa ragione uno scritto intriso di spiritualità e saggezza. Il ricorso a miti e favole è legittimato dal fatto che essi aiutano a riattivare quella vita interiore che da troppo tempo spesso nelle donne giace silente ed assopita.
Il libro legittima la femminilità nelle sue espressioni più autentiche e selvagge, intendendo per femminilità la naturale istintività della psiche femminile, che rende le donne depositarie di grandi virtù: il coraggio, la consapevolezza, l’introspezione, qualità offuscate, represse, violate, sopraffatte e messe a tacere dalla cultura familiare e sociale, anche quando ci illudiamo non sia così.
E’ una lettura potente, sconvolgente ed appassionante, a tratti intensamente lirica, che richiede di essere intrapresa con apertura mentale, spregiudicatezza, ma anche una buona dose di coraggio e disponibilità a mettersi in discussione, forse la qualità più difficile a trovarsi, perché implica l’abbandono della paura di guardarsi dentro in profondità.
Si tratta di un libro che non va solo letto e compreso razionalmente e con la testa, ma, soprattutto, con l’anima ed il cuore, per questo a mio avviso una lettura non basta. A volte, come la stessa Estés afferma, la vera comprensione di un testo inizia dalla rilettura. L’approccio, il taglio del libro, il suo linguaggio sono caratteristiche che rendono il libro piuttosto inusuale, e che potrebbero disorientare il lettore ad un primo approccio, rendendo la lettura inizialmente faticosa e poco scorrevole, a tratti ripetitiva e ridondante, ma credo la scelta non sia stata casuale, e corrisponda ad un preciso intento da parte dell’autrice di favorire la sedimentazione e l’assimilazione dei concetti e dei contenuti di cui in effetti il libro è ricchissimo. Tuttavia, una volta familiarizzato con essi, ci si lascerà trasportare con maggiore fluidità e scorrevolezza.
L’autrice, analista di formazione junghiana, possiede una robusta cultura, e s’intuisce dietro questo libro, un immane e vastissimo lavoro di studio, ricerca e ricostruzione, ben comprensibile se si riflette sul fatto che la sua stesura copre un arco temporale di più di vent’anni. Per comprendere il libro è utile conoscere anche le matrici culturali ed etniche di colei che l’ha scritto, radici che il libro documenta con precisione e che contribuiscono ad accrescerne il fascino.
E’ un libro che va letto e riletto più volte, studiato, meditato e metabolizzato, tanto che da due decenni continua ad essere oggetto di gruppi di lettura, studio ed approfondimento.
Ora lascio la parola a voi, desiderosa e curiosa come non mai di conoscere le vostre impressioni e le tracce che la lettura di questo libro ha lasciato su di voi.

ciao Michela
come si dice: “ce l’ho!”
è in casa mia da anni, non l’ho mai letto d’un fiato, ma sempre a capitoli, a volte a pagine, come suggeritomi da chi me lo consigliò vivamente. Hai ragione è molto particolare, hai ragione all’inizio spiazza e forse è buono il consiglio della mia amica perchè a piccole dosi risulta più semplice assimilarlo e trarne qualcosa. ciao!
Ciao Cì,
il consiglio della tua amica è assolutamente sensato. Questo libro va letto a piccole “sorsate”, richiuso, pensato, ripreso in mano …
Non è un libro che si può leggere in una settimana, se ne ricaverebbe in questo modo un’impressione solo superficiale ed approssimativa.
Credo sia un libro da studiare.
Ho pensato che le mie difficoltà ad intraprenderne la lettura, (difficoltà che tu confermi) siano la riprova ulteriore di quanto grande sia lo scollamento in noi donne tra vita quotidiana e natura “selvaggia”,chi ha letto il libro conosce bene la giusta interpretazione da attribuire a questo termine, e di quanto poco le nostre vite siano in armonia con tale concetto.
Grazie per essere passata.
Michela
L’ho letto in un periodo della mia vita un po’ complicato ( una separazione dopo molti anni di fidanzamento). Mi era stato consigliato da una donna decisamente “selvaggia” e l’ho ringraziata anche negli anni che sono venuti per quel consiglio. Alcuni lati selvaggi della mia persona sono usciti e ho maturato un po’ più di consapevolezza sulle mie qualità e le mie possibilità, spesso offuscate da altre persone ( da uomini, ma nel mio caso anche da altre donne).
C’è ancora molto lavoro da fare. Mi hai fatto venire voglia di rileggerlo!
Un abbraccio!
Carissima Catia ciao!
Quando scrivi “ho maturato un po’ più di consapevolezza sulle mie qualità e le mie possibilità, spesso offuscate da altre persone ( da uomini, ma nel mio caso anche da altre donne)” sollevi un’osservazione dolorosamente vera: spesso la natura “selvaggia” è sabotata e presa di mira dalle stesse donne, solo in questo modo si possono spiegare “sgambetti”, tradimenti, invidie e gelosie sul lavoro e non, da parte delle stesse donne da cui invece ci aspetteremmo solidarietà, e di cui tutte noi siamo state vittima prima o poi. Un’ulteriore conferma delle teorie del libro.
Grazie per averlo fatto notare.
Un abbraccio anche a te!
Questa volta vado un po’ contro corrente. L’ho letto nel 2006 su consiglio di una mia amica che aveva provato lo stesso trasporto. E, fosse il periodo (sicuramente complesso), fosse che io e la Estés proprio non ci siamo capite, proprio non mi è piaciuto per nulla. Letto. Riletto. Letto a pezzi. Mi ha lasciato solo fredda e non sono riuscita ‘correre’ con l’autrice in alcun modo. Mi è sembrato, lo dico sapendo che probabilmente sbaglio, ma quella fu la mia impressione alla prima, seconda e terza rilettura, costruito a tavolino per suscitare emozioni facilmente, e alimentare vendite tramite un passa-parola costruito sul facile uso della libertà.
La tua recensione entusiasta mi fa venire (quasi!) la tentazione di riaprirlo. Anche se confesso che poche volte ho provato tanta delusione derivata dal gap tra l’aspettativa (altissima) e la lettura effettiva.
Ciao ‘povna, le tue impressioni, proprio perchè oneste e schiette sono sempre gradite, anche quando vanno controcorrente
Io non ho avuto da questo libro l’impressione di un testo scritto a tavolino. Ho intuito tra le righe una certa sofferenza personale da parte dell’autrice, credo si tratti in parte di un libro con intento curativo, ma potrei sbagliarmi. Tuttavia, se la Estés avesse voluto scrivere il libro con il semplice intento di riscuotere successo e vendere tanto, avrebbe potuto scrivere un manuale (molto più facile da consultare) ed essere più didascalica, rendendo la lettura anche più agevole per i lettori, e, se vogliamo, ci avrebbe potuto impiegare diciamo un po’ meno di vent’anni, godendosi il successo un po’ prima! ;-D
Ad ogni modo non tutti ci emozioniamo davanti alle stesse cose, accade di fronte ad un’opera d’arte, ad un paesaggio, una persona, perchè un libro dovrebbe fare eccezione? Ciascuna di queste cose fa vibrare in noi corde diverse, suscita stati d’animo differenti, perchè diversi sono il nostro vissuto personale, la cultura familiare, la sensibilità, per fortuna aggiungo io …
Capisco la tua delusione, è capitato spesso pure a me di non comprendere lo straordinario successo di opere a mio avviso modeste o poco più quando in tanti inneggiavano al capolavoro.
Grazie per il tuo sguardo sempre obiettivo.
Un carissimo saluto,
Michela
Grazie a te, per il dialogo che rilanci sempre nel tuo spazio! Ma infatti so che la mia impressione non è lettura oggettiva della realtà. Semplicemente cerco di spiegarmi le ragioni di una tale lontananza verso un testo nei confronti del quale (e per l’amica che me lo aveva consigliato, e per le tematiche e in generale) aveva tutti i requisiti per essere IL libro, e non lo è stato.
Vediamo, questa estate di cambiamenti potrebbe essere l’occasione giusta. Magari riprovo…
Ti confesso cara ‘povna di aver avuto questo libro tra le mani innumerevoli volte. Quando uscì iniziai a leggerne l’introduzione perchè mi fu prestato da un’amica, ma lo abbandonai. Avevo diciotto anni credo quando fu pubblicato, forse davvero troppo giovane per comprenderlo. Ciononostante, anche in età adulta continuai a scansarlo. A volte semplicemente un libro va letto al momento giusto, e quel momento spesso non è quello che decidiamo noi …
Ciao!
ciao, giugno ora al tuo blog da quello di Claudia,sono daccordo con questa tua risposta. anche io ho tentato di leggere a piu’ riprese il libro perche’ tante amiche lo hanno letto entuasiaste…cosi’ resta sul comodino..ogni tanto leggo qualcosa..ma nulla che mi convinca a procedere nella lettura. Sono certa che non è il momento e lo lascio sul comodino in attesa …
a presto
a presto
Ciao!
A volte è questione di leggere il libro giusto al momento giusto, quando soprattutto nel caso di libri come questo, si è più inclini (più o meno consapevolmente) al cambiamento ed all’introspezione.
Fai bene, prima o poi arriverà il momento giusto!
Beh, intanto chapeau alla tua recensione che è davvero strepitosa. Dato che è un “manuale” da prendere a piccole dosi, come suggeriscono tutte, magari me lo farò regalare per il compleanno (che tanto è tra pochissimo!). Io di solito leggo molto in fretta e un libro lo finisco in due-tre giorni perché non lo mollo finché non sono arrivata all’ultima pagina. Potrebbe essere l’occasione per inaugurare uno stile di lettura un po’ meno avido da parte mia!
Carissima grazie!
, ma vedrai che se sprofonderai nella lettura di donne che corrono coi lupi non avrai necessità di sforzarti per cambiare approccio, sarà il libro stesso ad importelo.
E’ facile scrivere bene di qualcosa che ci piace o che amiamo ;-D
Il tuo stile di lettura è avido ed istintivo, del tutto simile al mio
Buona giornata!
Dalla recensione e dai commenti che ne sono seguiti mi sono resa conto che devo leggerlo, mi pento anche di non averlo mai sentito nominare. Chissà dove vivo!
Tranquilla Kemate, ci ho messo 19 anni pure io per leggerlo …
Questo è un libro che se letto nel momento sbagliato non dice nulla. Per fortuna io l’ho letto al momento giusto, quando avevo già incontrato maestri che mi avevano permesso di aprire la parte non mentale della mia persona, quella del corpo-anima… come la chiamo io. Una parte che chi è abituato a studi teorico-filosofici come siamo noi letterati stenta a riconoscere in sé o minimizza come secondaria, quasi vergognandosene. Del libro che ho ricopiato in molte sue parti su un diario (avendolo preso in prestito)… mi rimane l’appello a mettere in gioco la creatività. appello a cui ancora sto rispondendo.
Ciao Palmy, il tuo commento mette in luce alcuni punti cruciali.
Credo anch’io che i messaggi contenuti in un simile libro possano essere colti e recepiti solo quando ci si trova nella giusta predisposizione non mentale, ma dell’animo e dello spirito, ed in una fase della vita in cui più si è inclini al cambiamento. La sua comprensione richiede uno sforzo più emotivo che intellettuale, il che può spiegare certe resistenze, soprattutto da parte di persone per cultura e formazione poco inclini a dare ascolto a tali realtà interiori.
Ti confesso che ho iniziato pure io a copiare le parti più significative del libro!
Grazie.
Michela
Dopo una recensione così appassionata mi hai convinta, sembra un libro coinvolgente e interressante, lo segno fra i libri da leggere prossimamente, grazie del consiglio!amo le letture al femminile!buon weekend!
Ciao. Allora non dimenticare di ripassare per farmi sapere se ti è piaciuto. Buon fine settimana!
Ciao Michela,
ho inserito questo bellissimo libro nei miei consigli per le letture per l’estate al femminile di due settimane fa. Sapevo che lo stavi leggendo e aspettavo i tuoi commenti sul libro: come sempre le tue recensioni sono entusiaste e colgono il senso ultimo del testo.
Spero che leggendoti molte amiche del VdL decidano di avvicinarsi a questo bellissimo libro che davvero può dare molto.
Un abbraccio
Grazia
Ciao Grazia, avevo letto quel tuo post senza commentarlo.
Come vedi ne ho ricavato sensazioni molto simili alle tue. Eppure non immaginavo questo libro mi avrebbe lasciato così tanto.
Un carissimo saluto.
Michela
E’ lì in elenco tra i libri da acquistare. I primi due sono proprio questo e un libro di Alexandra Pope “Mestruazioni”. Letture sulle donne e per le donne.
Sono scelte d’istinto di cui, prima d’ora, non ho sentito il bisogno. Ora percepisco la sensazione di avere fatto molto di ciò che desideravo e mi chiedo “ora dove voglio andare”? magari, al termine di queste intense letture, lo saprò.
Mi aspetto molto da “Donne che corrono con i lupi” e la tua recensione mi lascia ben sperare.
Ciao Alessandra.
Caso vuole che il libro “mestruazioni” della Pope lo stia rileggendo pure io. E’ un libro che si rifà molto a quello della Estès (che non a caso è citato in bibliografia) e che nel corso di questa seconda lettura, proprio grazie al libro “donne che corrono coi lupi” riesco ad interpretare e godere più profondamente.
Ti aspetto quando avrai terminato la lettura di entrambi
Ciao Michela,
non ho mai scritto, ma ho appena letto il libro e la tua recensione cade giusto a pennello.
Premetto che amo questo tipo di libri, quelli che scavano in profondità e sai che qualcosa troverai. Tuttavia confesso che per me non è stato un testo di facile comprensione e che in effetti richiede una rilettura. In alcuni tratti è molto poco scorrevole e forse è quello che l’autrice vuole, attirare tutta l’attenzione possibile. In altri momenti mi sono sentita “sola” e distante..come se la Estes mi accompagnasse ma ad un certo punto, il discorso vira e io rimango sospesa, in bilico. Mi delude la sensazione di non essere entrata completamente in sintonia con l’autrice, perchè mi porta a pensare che non sia sufficientemente preparata a comprendere il testo.
Ciao Mara benvenuta!
Comprendo perfettamente il tuo stato d’animo, e condivido con te la passione per i libri che come dici tu “scavano in profondità”. Ne ho letti molti, ma mi sono sempre misurata con libri didascalici ed analitici, dall’approccio “accademico”. Il linguaggio della Estès è davvero molto particolare, potrebbe sembrare nebuloso o criptico, io stessa nei molteplici e falliti tentativi di lettura che hanno preceduto quest’ultima, mi sono sentita frustrata e “sola” proprio come te nella mia incapacità di comprendere il libro a fondo. Ho provato anche la sensazione di bilico che descrivi tu. La sensazione cioè di aver compreso tutto fino ad un certo punto, e di aspettarmi una soluzione od una rivelazione finale improvvisa che aggiungesse quella tessera mancante del puzzle che sembra non venire mai.
In realtà questo libro non è un manuale, perciò non dà alcuna soluzione, questo può farci sentire a bocca asciutta, deluse ed incomplete, ma ci offre invece degli strumenti per trovare la soluzione in noi stesse, e proprio qui arriva il bello! La parte più difficile, quella del lavoro su sè stesse. Ora sono alla seconda lettura, sto scrivendo, prendendo appunti e procedendo lentamente per entrare in sintonia con me stessa.
Non credo si tratti di impreparazione a comprendere il testo (almeno nel mio caso) quanto piuttosto di impreparazione a comprendere noi stesse ed ascoltarci, perchè così ci è stato insegnato. Non ti scoraggiare!
Un carissimo saluto,
Michela
Hai una capacità di espressione davvero invidiabile. Hai colto perfettamente il mio messaggio. Cercavo risposte e invece ho trovato altre domande. L’introspezione è davvero difficile e mi aspettavo qualche rassicurazione in più. Questo è già un segnale di mancanza di fiducia in me stessa ma questo già lo sapevo e così mi ritrovo al punto di partenza. Insomma un movimento circolare che non ha fine.
Hai mai letto il codice dell’anima di Hillman?.
Mara.
Carissima, ho compreso perfettamente il tuo messaggio perchè le tue difficoltà sono le mie
Durante la lettura del libro mi sono spesso ritrovata a pensare: “ok Clarissa, ho capito tutto, so quali sono i miei punti deboli, vedo laddove originano, ora però dimmi che devo fare!”. Ma la Estès nel libro sembra non dirlo. In realtà, l’autrice ci invita a scoprire i nostri talenti e la nostra creatività e questa deve considerarsi la risposta che cerchiamo. Potremmo esserne deluse ed amareggiate, perchè siamo talmente abituate da sempre a fare quel che ci compete, ad assolvere i nostri molteplici doveri, ed a farlo piuttosto bene, da non renderci neppure conto della portata di una simile affermazione, e da non renderci neppure conto che quei talenti in realtà, anche se siamo convinte del contrario, non abbiamo mai avuto l’opportunità di conoscerli e sperimentarli davvero. Abbiamo studiato, vissuto e lavorato, ma siamo un po’ “analfabete” dal punto di vista emotivo. Ci conosciamo ma solo a metà. Ci manca il contatto con la parte irrazionale e nascosta, perchè non abbiamo mai avuto l’opportunità di metterci alla prova.
Ora capisco per quale ragione tanti siano i gruppi di lettura ed analisi del libro. Evidentemente la lettura non è sufficiente per sviscerare il problema. Se condotta nel modo giusto, la lettura di questo libro si può trasformare in un’autentica sessione di analisi psicologica oltre che sociale. Dovremmo creare un vero e proprio gruppo di lettura virtuale, ed io sarei la prima iscritta ;-D
Ciao!
Concordo con i gruppi di lettura. D’altra parte nel libro si parla di lupi, del branco e invece quando lo leggi ti ritrovi da sola…e ti senti un pò una lupa solitaria.
“creatività”…questa sconosciuta!!. Hai detto bene, mai sperimentata….cresciuta a pane e “non mettere in disordine, non ti sporcare, non fare pasticci” e tanto il risultato non era mai all’altezza. Consapevole di ciò, adesso posso lanciarmi, ma la razionalità dell’età adulta frena parecchio questi slanci di creatività.
Sicuramente gli spunti di riflessione non mancano..
Mara
Mara, hai perfettamente ragione. Tra l’altro mi accorgo di aver tralasciato parte della risposta che ti dovevo nel precedente commento. Ho sentito talmente tanto parlare di Hillman da una persona a me amica, da dovermi decidere a leggere qualcosa di scritto da lui. Hai trovato qualcosa nel libro della Estes che te lo ricorda in qualche modo?
Certo, anche Hillman è di ispirazione junghiana, pertanto c’è un filo conduttore che li unisce. In particolare Hillman elabora la teoria della ghianda.
Sono particolarmente legata a jung, tutto è nato da un libro che lessi qualche anno fa, “nulla succede per caso” di Hopcke…per me è stata una rivelazione, un libro nel quale mi ci sono ritrovata parola per parola e che davvero mi ha dato delle risposte che cercavo. E’ un libro scorrevole e anch’esso d’ispirazione Junghiana. Ecco da allora, pare che jung mi segua o io segua lui in tutte le letture del genere. E’ un percorso che volutamente inseguo.
Grazie Mara, mi stai aprendo un nuovo mondo. Chi mi ha consigliato Hillman, mi ha parlato a lungo anche di “sincronicismo”, che è uno dei capisaldi delle teorie junghiane. Forse Jung lo stiamo seguendo entrambe, tu ci sei arrivata percorrendo una strada differente dalla mia. Ho già messo in lista “nulla succede per caso”.
Grazie, mi hai fatto un favore
Michela
Si, per me la rivelazione è stata la sincronicità degli eventi. Ho trovato una spiegazione fornita da degli specialisti, studiosi e psicoterapeuti primo fra tutti JUNG a quello che in realtà ho sempre pensato.
Ieri sera ho aperto a caso il libro della Estes e il capitolo parlava proprio del branco e delle favola del brutto anatroccolo…ognuno di noi ha l’istinto di cercare il suo branco anche se a volte non coincide con la famiglia d’origine. Una bella riflessione.
Mara, mi hai definitivamente convinta. “Nulla succede per caso” sarà senz’altro il mio prossimo acquisto, e quando l’avrò letto magari ne riparleremo.
Sai, la favola del brutto anatroccolo, e quella di scarpette rosse sono state le più illuminanti per me, contengono un grande messaggio di speranza per il futuro, e mettono simbolicamente in mano quelle chiavi di cui parla il libro e di cui parlavamo ieri (le famose soluzioni per sbloccare la situazione).
La rilettura di questo libro è fondamentale…i messaggi sono tanti, troppi da acquisire tutti in una volta. Quando si comincia ad elaborare e difficile smettere, anche quando il libro ormai l’hai chiuso da diverse ore. Le mie sottolineature sono utilissime per arrivare direttamente ai punti per me cruciali.
Sta sera mi rileggo scarpette rosse…credo di essermi persa qualcosa di importante.
Hopcke meriterà un bel post incorniciato, sarei felice di riparlarne e condividere.
in libreria da un pezzo. iniziato a leggere e poi messo da parte. no per mancanza di desiderio. ma perchè dovevo assimiliarlo prima. non so se mi spiego bene. i racconti, le favole li ho dovuti rileggere, per gusto e per piacere. perciò è sempre lì non ancora finito, che mi aspetta a braccia aperte. fiducioso di me come io di lui.
Ciao Leucosia, mi ha fatto molto bene scrivere questo post, perchè mi sono resa conto con un po’ di sollievo frammisto a stupore che le mie difficoltà con questo genere di lettura e linguaggio sono diffuse e ben percepite da tante altre donne che con me le condividono.
Prima o poi arriverà il momento giusto per tutte
Grazie,
Michela
Ciao Michela, anch’io ho avuto qualche difficoltà, ma la tua recensione mi spinge a rileggerlo… sono passati degli anni e sicuramente il tema, per come lo presenti, oggi lo sento con maggiore interesse e coinvolgimento. Grazie, un abbraccio!
Jessica ciao!
Tempo fa se ricordi, parlammo di ruoli femminili, di lavoro e di difficoltà da parte delle donne a chiedere quel che spetta loro di diritto. Alla luce di tutto questo ritengo ora la lettura del libro chiarificatrice. Considerato tra l’altro il tuo interesse per il linguaggio ed i vari canali attraverso cui la comunicazione trova espressione, questo libro ti può essere ancora più utile e rivelatore.
Un bacio a te e Bibì.
Mara, scarpette rosse contiene molte indicazioni da seguire, molte soluzioni. Certo vanno interpretate, adattate e “tagliate su misura”, ma ci sono.
Sarò felice di riparlare di Hopke, giusto oggi ho in programma un giro in libreria
Anche la mia copia è ricca di appunti e sottolineature, diciamo che è piuttosto “vissuta”!
Ciao Michela,
sono ancora ferma con scarpette rosse. Alcune consapevolezze, fanno male, così vere e profonde. Paragrafi senza finale, perchè il finale lo dobbiamo scrivere noi. Ma non abbiamo nessuna certezza che sceglieremo quello giusto. Questo mi inquieta.
Buon fine settimana.
Ciao Mara, devo anch’io tornare a rileggerlo quel capitolo, perchè con il passare dei giorni alcuni concetti iniziano a sfuggirmi ed il ricordo sta sfumando. Ho notato tuttavia che accanto a giorni di grande entusiasmo e fiducia si collocano giorni di apatia e sconforto, anche per quanto riguarda la lettura del libro ed il desiderio di migliorarsi, non sei sola. Credo questo faccia parte della ciclicità della natura femminile. E’ una cosa che sto comprendendo meglio dopo aver riletto il già citato libro “Mestruazioni” di Alexandra Pope. E’ un testo molto legato a quello della Estès e ne riprende alcuni concetti, te ne consiglio caldamente la lettura, mi sta aiutando a perdonarmi molti comportamenti che definivo imperfetti, che tendo ad imputare a mie mancanze od incapacità, e che invece ho scoperto essere assolutamente fisiologici e naturali.
Io ho iniziato a leggere il libro che mi hai suggerito tu: “nulla succede per caso” di Robert Hopcke.
Ne riparlerò senz’altro.
Non ti abbattere.
Michela
Una mia carissima amica me lo ha regalato tanti anni fa. Ho iniziato a leggerlo, ma non mi ha preso. Ora, dopo il trasloco di ben 3 anni fa, è ancora in uno scatolone in cantina. Lo ritirerò fuori e vedremo se sarà la volta buona!
In bocca al lupo allora
ecco, questo libro.. mi colpisce dentro, è vero come hai scritto nei commenti, si sente con le emozioni.
L’avevo da tempo, avevo iniziato a leggerlo dall’introduzione e non l’ho nemmeno finita. E cosi’ è rimasto sul comodino.
poi varie cose mi hanno spinto verso di lui, e allora uno o due mesi fa ho fatto come mi ha detto un’amica maestra: aprirlo a caso e leggerlo.
E ho trovato la pagina che parla del fuoco rigeneratore, dei momenti in cui si ha bisogno di fermarsi e curarsi, e gia’ questo mi ha dato un punto di vista diverso di cui avevo davvero bisogno, siamo cosi’ abituati ad andare avanti e provare e provare, quando sentirsi sfiniti fa sentire cosi’ inadatti.
e poi la veloce immagine della donna segnata ventre e seno dai parti e dall’allattamento, che danza e vibra della forza delle donne, proprio quando a un anno dal parto ancora non mi riconosco allo specchio.. ed è tanto, troppo tempo che non ballo, ed era l’unico modo per me di dare voce alle mie emozioni e di ascoltarmi.
e cosi è ancora sul mio comodino, ogni tanto lo apro, quando ne sento il bisogno e ne ho la forza, leggo un capitolo o qualche paragrafo e poi lo lascio li, magari per riprenderlo il giorno dopo, anche solo per rileggere alcune parti, mentre sedimenta.
All’inizio volevo leggerlo tanto, sapere di piu’, assetata della sua saggezza, ma per me è meglio cosi, lasciargli il tempo di entrare e andarmi a fondo.
e cosi’ è un po’ magico, con i capitoli e le storie che appaiono e scompaiono, come le favole sul mio libro da bambina, che a volte anche a sfogliarlo tutto non risucivo a ritrovare…. e rimane sul comodino come la promessa di una carezza amica sul viso, la possibilita’ di intuire i suoi ‘segreti’ su come trovare in noi le risposte e attivare le parti soffocate, e poter andare avanti finalmente
vabhe ho scritto tanto, ma e’ la prima volta che ne parlo e cosi è diventata la mia riflessione.. e praticamente penso di avere bisogno lavorare su ogni tema che tocca
Silvia, il tuo commento è molto ricco e vibrante di emozioni.
Nelle tue parole si identificheranno molte donne, me compresa, perchè descrivono con chiarezza le difficoltà che s’incontrano nella lettura di questo libro, e che sono a loro volta espressione di una difficoltà ancor più grande, comune a tante donne: quella di parlare con il linguaggio delle emozioni e dell’istinto, che abbiamo smesso molto tempo fa di ascoltare, e che quindi abbiamo molte difficoltà nel decodificare.
E’ molto utile e sensato il consiglio che ti ha dato la tua amica.
Leggere il libro a “sorsate”. Scegliere un passo, anche a caso, a volte è sufficiente una sola frase, e lasciarla sospesa nell’aria, aspettando la risposta che prima o poi arriverà, magari quando meno la si aspetta.
Il fatto è che spesso abbiamo fretta, siamo impazienti di cogliere tutto e subito, e così facendo rischiamo di perdere tutto ciò che di bello certe esperienze hanno da offrire.
Grazie per aver scritto.
Michela