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Per il Venerdì del Libro di oggi una proposta per le mamme, per tutte le mamme indistintamente, ma soprattutto per quelle di bambini molto piccoli.

Il libro di oggi infatti si propone di dare sostegno a tutte le madri per superare le difficoltà che questo percorso di crescita porta con sè. E’ desiderio di ogni genitore essere presente con equilibrio, amore ed armonia nella vita dei suoi figli, ma tutti noi genitori sappiamo quanto possa essere difficile nella pratica. Il fatto di essere perennemente centrati sulla necessità di portare a conclusione i nostri innumerevoli compiti e far fronte alle nostre responsabilità, ci può far diventare involontariamente meno empatici ed attenti alle esigenze dei nostri figli, con il rischio di non riuscire a comunicare efficacemente con loro e star bene come vorremmo in loro compagnia. Secondo l’autrice, Sarah Napthali, la pratica buddhista può essere di enorme beneficio per affrontare con calma e consapevolezza i timori e le difficoltà che il ruolo di madre porta con sè.

Le Quattro Nobili Verità, che costituiscono i postulati del buddhismo e la sostanza degli insegnamenti del Buddha, sono secondo l’autrice, particolarmente utili alle madri, che, di almeno un paio di essi, grazie alla maternità, sono riuscite a fare esperienza. Le quattro Nobili Verità affermano l’esistenza del dolore, il fatto che l’attaccamento causa dolore, il fatto che il dolore può cessare e che c’è un modo per porre fine al dolore stesso.

Le madri possono trovare conforto nel buddhismo perchè le aspettative notoriamente elevate che nutrono nei confronti di sè stesse possono venir ridimensionate dalla pratica della compassione nei confronti di tutti (anche di sè stessi) propugnata dalla filosofia buddhista, compassione che la maternità solitamente accresce.

Uno dei concetti che più frequentemente ricorre nel libro, è quello della consapevolezza, prima fra tutte, la consapevolezza del presente, dell’essere qui ed ora.

Se solo imparassimo (non solo noi madri!) a vivere con presenza ed intenzione il momento attuale, le nostre vite sarebbero immensamente più ricche di gioia e pace. Purtroppo questa consapevolezza è il più delle volte uno squarcio, una fugace visione che ci rapisce, strappandoci solo per qualche istante, alla foschia in cui viviamo solitamente avvolti, per poi lasciarci ripiombare nella nostra frenetica realtà, mentre ogni istante, al momento stesso in cui accade, si sta già trasformando in qualcos’altro, ed è proprio la consapevolezza della sua irripetibilità a doverlo renderlo meritevole di essere vissuto con pienezza.

Certo, i bambini ci regalano una moltitudine di momenti speciali ed unici, che vanno a popolare di belle immagini i nostri album fotografici, ma ci regalano anche molti istanti quotidiani che purtroppo passano spesso in sordina, è la capacità di goderne che può davvero dare una svolta alle nostre esistenze. Il fatto stesso di avere dei bambini ci impone un continuo esercizio di consapevolezza. I tempi dei più piccoli sono necessariamente lenti e dilatati, e quando interagiamo con loro siamo costretti fortunatamente ad adattarci.

Consapevolezza è il concetto su cui dobbiamo focalizzare le nostre riflessioni per cambiare in meglio le nostre vite, consapevolezza del nostro corpo, delle sue rigidità, delle nostre emozioni, consapevolezza che ci aiuta anche a neutralizzare o ridurre le distrazioni e ci permette di non disperdere le nostre energie in mille rivoli, ma concentrandole in quel che veramente conta ed è indifferibile.

La consapevolezza ci può aiutare anche a vedere in modo chiaro e profondo le difficoltà, dando loro la giusta collocazione e risalto, ridimensionando i sensi di colpa, le critiche ed il desiderio che le nostre vite siano diverse da quel che sono.

Per coltivare tale potenzialità, lo strumento più efficace di cui disponiamo è la pratica benefica della meditazione. Qualcuno potrebbe storcere il naso quando si parla di meditazione, pensando che questa richieda una gran quantità di tempo, e che la meditazione sia solo quella che richiede la concentrazione sul respiro nell’immobilità della posizione del fior di loto,  attività che mal si concilia con il poco tempo libero di una madre, ma nei monasteri zen, i lavori manuali sono un’insostituibile occasione di pratica meditativa che aiuta a coltivare la consapevolezza, vengono spesso riservati ai più anziani, e la vita di una madre, come tutte sappiamo, è ricca di occasioni per concentrarsi in lavori manuali spesso considerati umili od ingrati  trasformandoli in preziosi momenti di raccoglimento.

Anche il concetto buddhista d’impermanenza, secondo cui nulla dura in eterno, può aiutare le mamme ad affrontare i momenti di stanchezza e difficoltà in cui la maternità fa incorrere. La consapevolezza che gli aspetti emozionali più difficili passeranno, può aiutare a viverli con più determinazione e coraggio, e ad accogliere con maggiore indulgenza anche le emozioni negative ed ambivalenti, senza reprimerle, e condannarci, ma prendendone le giuste distanze ed accettandole come parte del nostro essere madre e non lasciarcene sopraffare, questa accettazione viene chiamata equanimità.

Il testo analizza a fondo anche il problema della rabbia e della nostra tendenza a preoccuparci, evidenziando quanto esse influiscano negativamente sulla qualità della nostra vita, minandone la salute ed abbassando il nostro livello di energie, ancora una volta il concetto d’impermanenza, e la consapevolezza che come ogni altra emozione si tratta di stati d’animo fugaci e transitori ci può essere di conforto insieme alla consapevolezza della loro totale inutilità.  Il modo più efficace per affrancarsi dalla rabbia è la capacità di perdonare, quello per liberarsi delle preoccupazioni consiste nel riconoscere che buona parte di esse non sono altro che sterili proiezioni mentali.

Spesso le radici di tali comportamenti sbagliati risiedono nell’eccessivo attaccamento che nutriamo per le nostre posizioni e nella tendenza che abbiamo ad identificarci con esse, l’ammettere che le nostre convinzioni anche in fatto di educazione dei figli, possono maturare ed evolvere nel corso del tempo non può che esserci d’aiuto.

Nel libro troverete molto di più di quel che ho cercato di condensare in questo pur troppo lungo post, ci sono parti dedicate anche al rapporto con il partner e noi stesse, l’invecchiamento (!) e la morte; riflessioni interessanti, espresse in modo accessibile ed immediato, insieme ad alcuni esercizi di meditazione e numerose testimonianze.

Un libro adatto ad essere letto sotto l’ombrellone o durante i giorni di vacanza, quando tutti noi tendiamo a focalizzarci più sulle nostre vite personali e sulla qualità dei rapporti interpersonali tra noi e le persone che ci sono care.

 

Questo libro non esiste più con lo stesso titolo e la stessa copertina. E’ ora edito dalla medesima casa editrice (Armenia) con il titolo di “Mamme Illuminate”, autrice Sarah Napthali.

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