Per scrivere il post per il Venerdì del libro di oggi, mi sono riavvicinata credo per la quarta volta, ma sempre con grande piacere, alla lettura di questo libro che non avrà bisogno per molte di voi di alcuna presentazione. Si tratta di un testo che non esito a definire illuminante e per certi aspetti rivoluzionario.
“Il bambino è competente” di Jesper Juul, autore del quale ho già scritto qui qualche venerdì fa, è un libro piuttosto sottile e breve, ma che si legge lentamente, perchè impone frequenti pause necessarie alla riflessione ed elaborazione dei contenuti. Mi limiterò a scriverne in modo piuttosto generale, diversamente correrei il rischio di banalizzarlo, perchè un autore come Juul, se non lo si legge, rischia di essere travisato, e questo è uno dei pochi testi a mio avviso irrinunciabili che non possono mancare nella libreria di un genitore.
Con lo stile che lo contraddistingue da sempre, Juul non offre, al contrario di molti altri autori, soluzioni preconfezionate e pronte per l’uso, non fornisce strategie, non ci dà comode ricette o scorciatoie, ma molti esempi concreti. Il bambino è competente è un libro che va interpretato, meditato e riletto, ed impone con prepotenza a genitori, ma anche educatori ed insegnanti, profonde riflessioni ed esami di coscienza, accompagnandoli lungo un percorso introspettivo alla ricerca delle proprie radici, e ad una revisione critica dell’educazione ricevuta.
La spiegazione del titolo stesso non è così’ semplice. Juul parte dall’asserto che tornerà più volte a ribadire nel corso del libro, secondo cui il bambino è competente. Dal momento della nascita è una persona, nel senso più pieno del termine; possiede cioè la capacità innata, che non deriva da alcun insegnamento, di comunicare ed interagire con le persone che di lui si prendono cura, e di dare a noi genitori le lezioni di cui abbiamo esattamente bisogno, quelle che non abbiamo avuto l’opportunità di apprendere prima, aiutandoci a nostra volta a riconquistare la competenza che abbiamo perduto. Ma per poter imparare abbiamo bisogno di riconoscere ai bambini pari dignità rispetto alla nostra. Cosa tutt’altro che facile se, come spesso accade, non se n’è fatta esperienza diretta nella famiglia in cui siamo nati, e che richiede in questo caso un fortissimo impegno.
Da tempi immemorabili la famiglia si è strutturata (e spesso continua a farlo) intorno al potere che il capofamiglia deteneva; il mantenimento dell’ordine, ed il livello di felicità di tutti dipendeva dalla capacità degli altri membri di piegarsi ad esso ed obbedire. Guardata dall’esterno, la famiglia tradizionale funziona/va perfettamente, ma gli effetti distruttivi di una simile organizzazione si nascondevano sotto la superficie.
I maggiori problemi nascono quando i figli, estremamente collaborativi (competenti) per natura, debbono scegliere tra il collaborare con i genitori, o preservare la propria dignità. I figli scelgono sempre (nonostante il caro prezzo da pagare) la prima strada, anche se noi adulti incontriamo grosse difficoltà nell’interpretare i modi in cui la loro collaborazione si viene a manifestare, perchè in circa la metà dei casi essa si esprime in modo inverso, ed il modo usato dai bambini per farlo capire viene o ignorato, o represso, o si traduce in disturbi fisici. I bambini anche se non conoscono quello di cui hanno bisogno, sanno perfettamente quel che vogliono; pur non possedendo le competenze linguistiche indispensabili per esprimerlo a parole, riescono sempre ad inviare agli adulti chiari segnali. Se i figli smettono di collaborare è perchè l’hanno fatto per troppo tempo, o perchè la loro integrità è stata pesantemente violata e compromessa.
Oltre al principio della competenza del bambino, c’è un’altro valore che percorre come un filo conduttore, questo, come tutti gli altri scritti di Juul: quello della responsabilità dei genitori nel determinare la qualità dell’interazione familiare tra i vari membri, vale a dire il modo in cui le persone, adulti e bambini si sentono gli uni in relazione agli altri. Sono i genitori a determinarla. Certo, anche i figli, fin da piccolissimi possono concorrere ad influirvi, ma i veri responsabili di tale benessere sono gli adulti, che non potrebbero delegarla ai bambini se non facendola pagare loro a caro prezzo.
Da ricordare la parte relativa alle punizioni corporali, che da sola meriterebbe un post a parte, le più gravi tra le forme di violazione dell’integrità personale. La violenza è SEMPRE sbagliata, e pertanto va censurata, perchè a priori inaccettabili, “la violenza non è altro che violenza” sostiene Juul “distrugge l’autostima e la dignità della vittima e di colui che la pratica“, non ritengo necessario dilungarmi, perchè credo possiate immaginare come la penso.
Interessante il capitolo sull’autostima e la fiducia in sé, con un accenno anche al controverso tema di lodi e premi, che personalmente non ho ancora risolto, e che Juul auspica vengano sostituiti dal riconoscimento del valore della persona del bambino da parte degli adulti, dal fatto di essere visti ed accettati per quel che sono in realtà e dal grado di percezione che i bambini o ragazzi ne hanno, cui l’autostima è direttamente correlata.
Potrei scrivere molto di più, e ci sarebbe molto altro da riferire, ma vi priverei del piacere della lettura di un libro che vale la pena possedere e leggere, pertanto, questo venerdì troverete poco spazio per le mie riflessioni personali, vi rivolgo invece un caldo invito a leggere questo attualissimo libro se ancora non l’avete fatto.

Io l’ho letto parecchi anni fa, quando è arrivata la mia prima figlia, ma mi era stato prestato. Convinta, come te, che vale la pena possederlo, l’ho ricomprato. Prezzo di copertina 7,50 euro, e credo di averlo comprato con un piccolo sconto. Un investimento ad altissimo rendimento!
Cara Michela,
due venerdì fa ne avevi accennato nel post Tutti a tavola! e già ti avevo risposto che dalla lettura di questo libro ho avuto molto.
Leggendoti oggi mi sono ricordata di quando mi sono avvicinata per la prima volta a questo autore: non è passato tanto tempo, circa due anni e mezzo fa, quando Pietro ha iniziato a frequentare il nido (aveva cinque mesi, se ci ripenso mi sembra passata un’eternità).
Pietro ha la fortuna di frequentare un ottimo nido, immerso in un’atmosfera familiare che fa stare bene: nel corso dell’ambientamento la sua educatrice di riferimento mi suggeriva di fidarmi delle competenze di mio figlio, io le ho chiesto di permettermi di approfondire questo atteggiamento e lei mi ha presentato questo fantastico autore. Questo è stato il primo libro che ho letto di Juul e,come anche tu fai notare, credo sia difficile da sintetizzare: a me ha dato molto, spero che tante madri vogliano leggerlo.
Buona giornata,
Grazia
Ciao Grazia, sei davvero fortunata, posso dirtelo? Dai libri che una persona legge si possono capire molte cose su di lei.
Il fatto che sia stata l’educatrice di Pietro a farti incontrare Juul, fa ben presagire che tu l’abbia lasciato in ottime mani.
A presto,
Michela
E’ vero Michela, sono stata finora molto fortunata con le persone che si sono occupate di Pietro: non solo si sono prese cura di lui, ma anche di me, e mi hanno fatto crescere come mamma.
Questa bellisima esperienza tra poco finirà e da settembre ci sarà la cuola dell’infanzia ad attenderci: non posso che sperare che la mia fortuna continui!
Autostima, fiducia in sè… che temi scottanti e delicati.
Noi ci siamo in mezzo in pieno…
Aggiungo il libro nella lista dei regali per il mio compleanno!
Grazie!
Si Catia, è proprio in questi momenti “burrascosi”, quando si è alla ricerca di conferme, che la lettura di simili libri può dare i suoi frutti. Dal capitolo su autostima, fiducia di sé, e come sostenerle, potresti evincere indicazioni preziose. Te lo consiglio.
Un abbraccio,
Michela
Bellissimo libro, davvero consigliatissimo.
Convengo con Michela, è fonte ricchissima di spunti per riflettere e se ne potrebbe parlare ancora più a lungo. Quel che amo più in Juul è il ricordare ai genitori sempre le loro imprescindibili responsabilità. Il comcetto di competenza del bambino può aiutarci a comprendere meglio molte azioni e reazioni dei nostri figli. Ciao
Non so se a te accade, ma spesso attingendo ai propri ricordi si ha perfettamente la conferma delle tesi di questo libro: la nostra competenza, i desideri, le parole capite o le comunicazioni non ascoltate… anche quando l’esempio degli adulti non è stato del tutto positivo, credo che le nostre esperienze, se le riviviamo, ci possano testimoniare delle grandi capacità dei bambini che eravamo e dunque di tutti… Ho già fatto l’ordine, grazie! Jessica
Hai ragione Cì, il concetto di responsabilità degli adulti, è importante almeno quanto quello di competenza dei bambini.
Grazie
Eccome se accade Jessica. La cosa più straordinaria di questi libri è esattamente questa. L’occasione di crescere nel migliore dei modi che ci è possibile i bambini di oggi, ed al contempo di comprendere e curare coloro che bambini lo sono stati ieri. ;-D
Grazie per la sintesi. Ho letto e riletto il libro e lo trovo un VALIDISSIMO aiuto.
Baci
Chiara
http://www.famigliallargata.com
Ti ringrazio per questo post e per la risposta che hai dato alla mia domanda nel post precedente a cui accennavi!
Bello, lo voglio leggere. anche io ho fatto una piccola riflessione sul rapporto figli genitori. C’è molto da imparare da questo libro
Dopo il tuo post dell’altra volta l’ho ordianto qualche giorno fa e lo sto aspettando…
Altro libro di cui ho sentito tanto parlare ma che ancora non ho avuto occasione di leggere. Molti gli spunti interessanti…
l’ho comprato qualche giorno fa ed ho appena iniziato a legggerlo!!!
Non fa parte della mia libreria anche se ne ho sentito parlare spesso. In genere trovo questi libri piuttosto faticosi da leggere, spesso si usano tante parole per concetti abbastanza semplici. In questo periodo non sarei in grado di apprezzarlo, magari più avanti.
no, non serve che scrivi altro, hai scritto già una bellissima recensione che mi ha convinta! devo annotarmelo…
Pingback: Homemademamma » Venerdi’ del libro: “Dove si nascondono i bambini?”
Grazie Michela per questa recensione!
come sempre, chiara, esaustiva e soprattutto molto coinvolgente!
lo prenderò sicuramente, non appena finisco il libro “Crescere i bambini con la CNV”.
buona giornata!
baci Cinzia
Ah Cinzia grazie mille. Stai leggendo un libro meraviglioso sai? Me lo devo rileggere anch’io!
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