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Come tutti i genitori del mondo, mi sono divertita, e continuo a farlo, nell’osservare certe caratteristiche fisiche e caratteriali che distinguono i miei figli e che ai miei parziali e non obiettivi occhi di madre li rendono unici, straordinari e meravigliosi.

Il principale e più caratteristico tratto fisico di Edoardo, il mio ometto più giovane, è senz’altro per chi lo conosce lo sguardo. Si può definire lo sguardo di un bambino “assassino”? Certo che no! Ma se vogliamo usare un eufemismo lo si può senza indugio definire intenso, decisamente intenso.

Questa sua peculiarità è emersa da subito, appena sgusciato fuori dal mio corpo, tanto che, da allora, continuano a ruotare intorno a lui i più strani nomignoli, i più frequenti dei quali lo equiparano ad un noto rapace notturno, in tutte le sue declinazioni.

Lo abbiamo di volta in volta chiamato gufo, civetta, barbagianni … comprese le versioni dialettali degli stessi nomi.

Non è un caso che dopo la nascita di Edoardo abbia iniziato ad appassionarmi di gufi in ogni loro forma: libri, foto, pupazzi, cuscini, giocattoli, soprammobili.

Non voglio addentrarmi ora nel complesso mondo delle interpretazioni a volte contraddittorie ed infauste, che di questa figura sono state fatte, noi sappiamo solo che nel mondo delle fiabe il gufo è considerato un animale erudito, che dispensa la sua saggezza agli altri animali, ma che è anche un po’ permaloso (pensate al gufo di Winnie the pooh) ed a noi questa interpretazione piace molto.

Così, un pomeriggio di qualche tempo fa, ci siamo divertiti ad assemblare tanti gufi in pannolenci imbottiti, riciclando un po’ ritagli di stoffa che avevamo in casa, i bambini mi hanno aiutata ad attaccare bottoni e perline, e, una volta iniziato difficilmente si riesce a smettere, così con il loro aiuto ne ho ricavati un bel po’ che ho deciso di unire in una lunga “ghirlanda” appesa poi nella loro stanza.

Ho trovato il modello da scaricare in questo bellissimo sito, ma, una volta ritornataci per cercare il link non l’ho più trovato, probabilmente rimosso dalla talentuosa artefice di tanti coloratissimi lavori di cucito.

Il sito vale comunque una visita, le stoffe, i colori cangianti, le bellissime creazioni di questa donna vi saranno di certo d’ispirazione, o quantomeno, sarà un piacere per gli occhi.

Quanto al gufo, lo si può disegnare benissimo a mano libera, tanto è semplice, magari dai vostri stessi bambini, così il risultato sarà molto personale.