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Ho già introdotto il tema della meditazione per bambini parlando di quanto i mandala siano utili come strumento per avvicinare i più piccoli alla propria essenza ed interiorità.

I bambini sono per natura meditativi e zen; osserviamoli finché dipingono, giocano con la pasta da modellare o giocano. Spesso non risponderanno ai nostri richiami, perché saranno così profondamente immersi in quello che stanno facendo da non sentirci. I bambini sono autenticamente in grado di vivere il presente con ogni loro senso. Ecco, in quel momento nostro figlio sta meditando, e se possibile dovremmo evitare di interferire con quel che sta avvenendo.

In realtà  i bambini sono creature profondamente spirituali, possiedono l’innata consapevolezza di quanto è  bene e male, ed hanno un senso della giustizia straordinariamente acuto. Purtroppo però, questa ricchezza si va progressivamente assottigliando man mano che ci si avvicina all’età adulta, non è un processo naturale, è dovuto alle inevitabili interferenze del mondo in cui viviamo. E’ nostro dovere però, preservare quanto più a lungo possibile questa loro perfetta purezza ed integrità.

Pratico lo yoga da più di 10 anni ormai, ed ho pensato di proporre la meditazione, (una pratica ad esso inscindibilmente legata) a Tommaso, quando aveva circa sei anni. All’inizio della scuola primaria, Tommaso, incontrò dei problemi nell’ integrarsi in una realtà così distante da quella vissuta quotidianamente in famiglia ed alla scuola materna, somatizzando il suo disagio emotivo con alcuni disturbi fisici.

Oltre a stargli vicina con tutto il conforto che ero umanamente in grado di dargli, iniziai in quella occasione a proporgli alcune semplici tecniche di meditazione basate perlopiù sul respiro consapevole per aiutarlo ad arginare l’ansia, invitandolo a notare quanto immediato fosse il senso di sollievo ad esse conseguente.

Da allora le propongo frequentemente ai bambini, non solo quando se ne presenta la necessità per riacquistare la calma dopo una litigata, od aiutarli ad affrontare alcuni momenti difficili, ma anche come momenti slegati da qualsiasi necessità contingente.

Si tratta di meditazioni, sotto forma di visualizzazioni, o semplici tecniche di respirazione adatte alla loro età, che consistono in pensieri positivi sulla natura, sugli uomini, sulla pace, o la gratitudine, o più frequentemente su sé stessi volti a rafforzare certe caratteristiche della loro personalità. Spesso ci aiutiamo con dei libri particolarmente utili allo scopo, di cui parlerò in un prossimo post, e la pratica scaturisce dalla loro lettura.

Spesso propongo ai bambini la lettura di una breve poesia, la visualizzazione di un colore, la concentrazione su di un bel pensiero, invitandoli a ripeterlo a sé stessi in silenzio, oppure scegliamo un’immagine da pensare ad occhi chiusi in ogni suo dettaglio, soffermandoci ad esplorarla. Io mi unisco a loro, poi ci scambiamo le reciproche sensazioni. A volte sono i bambini stessi a formulare delle proposte, e, quando ciò avviene, da questi momenti di raccoglimento usciamo ancora più vicini e riconoscenti gli uni agli altri.

La meditazione, come risaputo, aumenta la consapevolezza di sé stessi, la concentrazione, la resistenza allo stress, la calma e la pace interiori. La respirazione in particolare, favorisce l’ossigenazione del cervello, quindi l’attenzione, la lucidità e la concentrazione.

Si dice che il respiro sia il mantra più potente ed efficace, e chi pratica yoga non può non essere in accordo con questa affermazione.

La meditazione è stata anche impiegata con successo come strumento per aiutare i bambini con disturbi da deficit di attenzione ed iperattività, riducendone i sintomi.

Provate a farlo con i vostri piccoli. Una sera, prima di andare a letto, potreste proporre la meditazione come alternativa alla lettura di una storia, od in aggiunta alla preghierina, se questa rientra nella vostra vita familiare. Sono certa che vi stupiranno e farà immensamente bene anche a voi.