Tag

,

“Giocare è una cosa seria! I bambini di oggi sono gli adulti di domani, aiutiamoli a crescere liberi da stereotipi, aiutiamoli a sviluppare tutti i sensi, aiutiamoli a diventare più sensibili. Un bambino creativo è un bambino felice!”

Bruno Munari 1986

L’arte è in ogni sua modalità di espressione, una forma di linguaggio.

La libera espressione della creatività, riveste un ruolo cruciale, soprattutto per il benessere e la crescita dei bambini; infatti, come tutti sappiamo, il processo di apprendimento di un bambino passa attraverso il gioco, l’imitazione, ma anche l’espressione artistica aggiungerei, perciò bambini ed arte è per me un binomio. Si tratta, in ciascuno di questi casi, di strumenti privilegiati attraverso i quali il bambino comunica, con naturalezza e spontaneità, il suo vissuto interiore, tutto quanto costituisce la sua sfera affettiva, relazionale ed emotiva. I bambini, soprattutto i più piccini, non sono in grado di dare un nome né di elaborare le proprie emozioni, perciò, il bambino che crea, intraprende un viaggio nel suo mondo interiore, si immerge in una dimensione spazio/temporale  “buona”, tutta sua, nella quale si sente al sicuro, a proprio agio; libero di far emergere, emozioni, paure, bisogni, ferite, ma anche gioia e stupore, senza timore, anzi, aumentando la consapevolezza di sé.

L’importanza dell’arte è tale, che, a partire dagli anni 40 del secolo scorso, in America è nata l’Arteterapia, che ha trovato applicazione anche nell’ambito dell’infanzia. Suo interesse, non è il risultato finale, il prodotto, ma il processo artistico in sé, il percorso che si sceglie di intraprendere per produrre; in questo senso il creare, è un’attività estremamente meditativa e zen. Il bambino può allora dar vita alle sue fantasie in assoluta libertà, in assenza di regole, a partire dalla scelta di materiali, strumenti, colori e forme.

In Italia invece, la mente geniale di Bruno Munari, ha dato vita ai laboratori “giocare con l’arte“, volti a permettere a tutti i bambini di fare esperienza delle molteplici forme e modalità d’espressione artistica. Laboratori d’arte, che sono via via diventati dei laboratori plurisensoriali, in cui tutti i sensi e le percezioni dei bambini vengono esplorati, e che nell’ultimo decennio ad opera del figlio di Munari, Alberto, si sono ulteriormente arricchiti, proponendosi anche come momento di riflessione sul rispetto e la libertà.

Ma sui laboratori di Munari, scriverò nuovamente presto, perciò non voglio anticipare più del necessario, e vorrei tornare ancora sull’Arteterapia. Il bambino, in seguito all’atto di creare, apprenderà, che ciò che lui ha creato, il risultato del suo impegno non conosce uguali, che la sua espressione è unica ed irripetibile. Non abbiamo bisogno di insegnare ai nostri figli la strada per la creatività, essa si trova sotto forma di seme, profondamente radicata in ciascun bambino; compito e dovere di ogni genitore consapevole è semplicemente quello di non sprecarla, e di permettere a quel seme di germogliare nel più bello dei modi e di non sprecarlo, quindi di dare ai nostri piccoli l’incoraggiamento prima di tutto, ma anche lo spazio e gli strumenti (ancora una volta i migliori che ci possiamo permettere) per permettere loro di far fluire la propria fantasia.

Altrettanto importante è che il prodotto dell’attività del bambino sia conservato e trattato con rispetto. Il bambino deve avere la certezza che i frutti del suo lavoro siano custoditi perchè a lui e noi cari e preziosi, perciò si può scegliere con lui un posto, che può essere una cartellina, un ripiano, una scatola, dove potrà ritrovare, esattamente così come lui l’ha lasciato, il suo lavoro.

A casa nostra vanno molto scatole e valigette. I miei ne possiedono più d’una a testa, all’interno delle quali “catalogano” i lavori che stanno loro più a cuore, mentre io ne conservo altri (quelli che significano di più per me) in cartelline rigide, con anelli interni.

I miei figli provano particolare gioia nel veder “esposti” i propri frutti in quella che noi amiamo definire la “galleria dei capolavori”, una piccola stanzetta di passaggio, le cui pareti sono interamente rivestite di disegni, tele, dipinti, collages, composizioni, ma anche foto scattate da loro, alcune incorniciate, altre appese con mollette ad un nastro attaccato alla parete. Per un certo periodo di tempo, quest’anno, il soffitto e le pareti hanno addirittura ospitato una riproduzione della Cappella Sistina di Michelangelo, con profeti, sibille, e gli episodi dell’Antico Testamento. Frutto di un lavoro certosino durato settimane, cui Tommaso si dedicò, in occasione del suo primo incontro con il capolavoro di Michelangelo. L’occasione è stata una grande opportunità per tutti, alla quale ci siamo preparati, leggendo, componendo puzzle sul tema, guardando alcuni dei nostri libri d’arte illustrati dopo aver avuto la fortuna di poterla ammirare dal vivo.

Di solito, le creazioni dei bambini si avvicendano rapidamente, anche se ci sono alcuni evergreen cui i piccoli sono particolarmente affezionati che non l’hanno mai abbandonata, ed alcuni filoni particolarmente cari a ciascuno di loro. Il più grande, Tommaso, privilegia soggetti storici, il più piccolo invece, Edoardo, è legato a temi fantastici.

Se in più, la creatività trova espressione in compagnia dei genitori, si stabiliscono dei significativi legami di complicità tra genitore e figlio. Quello del legame tra bambini ed arte è un tema che mi sta particolarmente a cuore, e sul quale ritornerò spesso, approfondendone particolari aspetti.

About these ads